Vivalascuola. La scuola nell’agenda dei partiti

Nella campagna elettorale dei vari partiti la scuola è la grande assente. E’ invece dal mondo della scuola che partono appelli (ad es. Non vi voteremo! Se…) e proposte di incontri pubblici (come fa ad es. il Coordinamento Nazionale per la scuola della Costituzione).

Anche vivalascuola ha chiesto ai responsabili nazionali della scuola dei partiti italiani di rispondere a due domande: 1. Che cosa pensa di fare il suo partito per restituire centralità alla scuola nell’iniziativa politica? 2. Quali sono le tre cose imprescindibili che caratterizzano il programma del suo partito sulla scuola?

Abbiamo rivolto le domande anche a Scelta Civica, Udc, Fli, M5S: qualcuno non ha risposto, qualcuno ha promesso risposte che non sono arrivate, qualcuno non ci ha saputo indicare un responsabile nazionale. Ci hanno risposto Elena Centemero (Pdl), Francesca Puglisi (Pd), Mario Pittoni (Lega Nord), Giulia Rodano (Idv), Simonetta Salacone (Sel), Vito Meloni (Prc), che ringraziamo. Introduce Marina Boscaino. Continua a leggere

Vivalascuola. Salvate il soldato Rigoni Stern

Cominciano il 9 maggio per proseguire nei giorni 10, 11, 16 maggio, con posticipi nei giorni 16, 17, 18 maggio, le prove Invalsi dell’anno scolastico 2012, elemento centrale dei progetti governativi di valutazione della scuola. Esprimeranno in modi diversi la loro contrarietà, fra gli altri, Gilda, Cobas, Usb, CGILchevogliamo, Cub, Unione degli Studenti. Proponiamo delle riflessioni di Girolamo De Michele a partire da un’analisi della prova di Italiano somministrata lo scorso anno scolastico mirante ad “accertare la capacità di comprensione del testo e le conoscenze di base della lingua italiana“: analisi eloquente sul livello di “scientificità” delle prove. Questo testo viene pubblicato anche su Carmilla e altri siti accomunati dalla difesa della scuola.

Salvate il soldato Rigoni Stern
di Girolamo De Michele

Lo scorso maggio gli studenti del secondo anno di istruzione superiore (licei e istituti tecnici e professionali) sono stati sottoposti alle prove dell’Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema educativo di istruzione e di formazione (INVALSI). Lo scopo di queste prove di “valutazione esterna” in italiano è di “accertare la capacità di comprensione del testo e le conoscenze di base della lingua italiana” (vedremo dopo le finalità più generali dell’INVALSI). Per verificare queste capacità e conoscenze è stato chiesto agli studenti di leggere dei testi e rispondere a un certo numero di “domande a risposta chiusa” [1]. Uno dei testi era il racconto di Mario Rigoni Stern Sulle nevi di gennaio, compreso all’interno della raccolta Aspettando l’alba e altri racconti Continua a leggere

Vivalascuola. 8 marzo a scuola

Il nostro è un lavoro che consente, più di tanti altri, di conoscere donne in gamba. Da anni non sono più un’appassionata di 8 marzo, soprattutto da quando questa data – come tante altre – ha assunto una valenza esclusivamente mercantile, svuotandosi del significato che ha avuto nella storia del progresso umano. Questo articolo è dedicato a tutte le donne, tante, che – a volte con molta minore visibilità rispetto a Simonetta Salacone – hanno come lei il coraggio etico, politico, civile di continuare quotidianamente a difendere le proprie idee e la scuola della Costituzione. (Marina Boscaino)

A Simonetta Salacone e a tutte le donne
di Marina Boscaino

Sono belle le parole che Simonetta Salacone ha scritto sul Manifesto qualche giorno fa. Per i pochi che non lo sapessero, Simonetta è il dirigente scolastico della Iqbal Masih Continua a leggere

Vivalascuola. A 15 anni: se non a scuola dove?

Nell’apprendistato, dice il Governo. In un Paese (l’Italia) dove nel 2008 il 47% della popolazione aveva come titolo di studio solo la licenza di scuola media inferiore. Dove l’abbandono scolastico sfiora il 22% (la media europea è del 15%). Dove (rapporto Isfol) sono 126.000 (5,4%) i giovani tra i 14 e i 17 anni fuori da qualsiasi persorso di istruzione e formazione. Nel 2006 il Governo allora in carica in Italia innalzò l’obbligo scolastico a 16 anni. Adesso il Governo stabilisce che a 15 anni si possa accedere all’apprendistato, introducendo un conflitto tra norme, essendo vigente la Legge 296/06 che fissa a 16 anni l’età minima per lavorare. Si torna a una precoce scelta tra istruzione e avviamento a un lavoro che non c’è (v. qui e qui).

E se provassimo con la scuola?
di Marina Boscaino

Basta dare uno sguardo all’organizzazione dei sistemi scolastici dell’Europa dei 27 per rendersi conto dell’errore compiuto Continua a leggere