Traversata

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Cercavo dal terrazzo la bellezza,
Lo sguardo perso, fino all’orizzonte,
Dove il mare si fonde con il cielo
E stringe in una morsa le memorie
Di te, e del nostro incontro. Ma da ieri
Ho scoperto che è qui la superficie
Increspata dei pensieri, la roccia
A strapiombo del sogno, l’intrecciarsi
Di cirri di emozioni, nembi e strati
Di ricordi e speranze che si sfanno
Nell’ostia che mi guarda dall’altare:
Come il raggio di sole che perfora
Le foglie della quercia, la ringhiera
Del terrazzo, trasformato in preghiera.

Salut d’amour

da qui

Eppur si muove, qualcosa, nel mare
che da questa terrazza di Sirolo
è una coppa di vino tutto azzurro:
il sangue del Signore, misto a cielo.
Da quanti anni manchi da quassù,
con la tua voce lenta come il vento,
che è il solo a regalarmi una carezza
in questa fine d’agosto. Sul ferro
arroventato della balaustra
si specchia la paura di un bambino,
la domanda d’amore che tu solo
sapevi soddisfare, ad ogni costo.

Naturalmente, Sirolo

da qui

Tra il cielo e il mare, qui, non c’è nessuna
differenza: le stesse pieghe morbide
d’azzurro, lo stesso intarsio di chiari e
scuri, proprio come la vita, dirai:
come l’incanto che diventa presto
nostalgia di te, dello squillo acuto
della sedia a rotelle, il gesto svelto
di chi ha deciso che per ora può
bastare. A me non basta mai restare
qui, dove il silenzio lo rompevo io
per dire stupidaggini del tipo:
guarda che bello, immagina abitare
nella casa laggiù, a picco sul golfo.
Tu sorridevi dei miei sogni inutili;
ma il miracolo era che anche loro
si abbracciavano stretti alla realtà;
come tra cielo e mare,
non c’era più nessuna differenza.

Per sempre

da qui

Il golfo di Sirolo è il paradiso.
L’ho capito seduto nel terrazzo
a picco sul campeggio
cosparso di conifere e bambini.
Una ferita graffia la ringhiera:
l’assenza dei tuoi occhi,
lo scatto luminoso della sedia.
Il vaporetto schiuma la sua rabbia,
una canoa ricorda la pochezza
di chi non oltrepassa
la linea della boa,
il limite alle grandi aspirazioni
di guadagnare il largo,
di capire se il Regno è la bellezza
della costa o il mare o gli occhi chiusi
che cercano i tuoi occhi, senza sosta.