da “Soqquadri del pane vieto”, 2 di Marina Pizzi

80.

metterò il salice piangente in tasca per risanare

le lacrime brutali del senza errore

questa osteria brunita dal vino

rosso sangue. esangue la luna di giochi

manca delle vertigini degl’innamorati

le parti illese che si trovano raramente.

l’indice del creato sarà una lenticchia

per me che non sono che abbecedario breve

ceduo datario senza appuntamenti.

in mano le parti vecchie della sfinge

mi daranno magia una rotonda sul mare

davvero affascinante per la rimonta

del delfino bambino tutti baci fino

da creatura imbelle il ladrocinio d’ascia.

81. Continua a leggere

Soqquadri del pane vieto 2010 di Marina Pizzi

1.

è qui l’altrove del rantolo di fame

questo statuto che sa di Colosseo

verso i cani bastardi, randagi quanto

un dì del mese scorso. scorribanda

di eclissi starti accanto io che ti amo

oca di mamma guardarti nel passo.

dove ti ammacchi io so che mi ami

ugualmente lo stesso e senza ansia

bambina darsena col cerchio senza avaria di salto.

viadotto della cometa chiedere asilo

ai quartieri proletari dove i tarli ammucchiano

e le madonne scempiano. io spendo dio

per dirti del canile abbandonato al dolo.

i comatosi stanno zitti e i morenti urlano

come mio padre erto sulla fronte ubriache le guance

gli occhi spicchi di coltelli per la bramosia di pace Continua a leggere