Funambolismi, innovazioni e terre di mezzo

Io mi imbarazzo quando leggo certe stroncature (come nei commenti dei blog) alle parole dei poeti; mi imbarazzo, arrossisco nel ricordare quante volte ci sono cascato (e ci casco) anch’io, penso a quello che scrive Raimon Pannikar nel libro Lo spirito della parola : “Il parlare è la manifestazione stessa, è la vita stessa dell’essere parlante, che è uomo, ed è nella sua espressione parlante che l’uomo si realizza…E’ la parola che crea perchè partecipa del soffio stesso dello Spirito.” E questo, a mio parere, vale anche per la parola scritta.
La parola spesso è interpretata come un medium tra l’uomo e il mistero del vivere, e la poesia è il trono della parola, è il mezzo per eccellenza per renderci partecipi dell’inesprimibile. Come in questi due versi di Cesare Viviani:
Ogni bagliore è luce dell’eterno
è riflesso del divino
.
L’altra faccia della parola (scritta) è la prosa, che non ha la potenza della poesia, è più difficile che consenta quella che Viviani chiama “la gioia delle soste,/ mentre passa in cielo come nuvola / la forza vitaleContinua a leggere