Vivalascuola. L’università contro la scuola di Renzi

Vivalascuola presenta 100 voci di docenti universitari a cui abbiamo chiesto 5 righe sul DDL sulla scuola in discussione al Senato, accompagnate da una riflessione di Giovanna Lo Presti. Una raccolta di dichiarazioni in cui emerge la pluralità e varietà delle voci, ognuna con un proprio timbro e con lo spessore di una storia e una cultura, eppure tutte convergenti non tanto nella contrarietà alla “Buona Scuola” di Matteo Renzi, quanto nella difesa dei valori dell’istruzione e della formazione. Così, mentre larenzianissima” delle riforme non supera l’esame di costituzionalità in Senato, il Presidente del Consiglio, dopo aver unito il fronte sindacale, riesce anche nell’impresa di colmare il tradizionale scollamento tra scuola e università. In pochi giorni tanti docenti hanno risposto al nostro appello che lamentava la scarsa presenza dell’università nel dibattito sulla “riforma“. E il giudizio è pressoché unanime: questo DDL vuole riportare quella che è stata una delle scuole migliori al mondo alle vergogne del Ventennio: gerarchia e autoritarismo. Continua a leggere

Vivalascuola. Perché Giulia ha sempre ragione

Il 5 maggio la scuola sciopera contro il DDL del governo Renzi sulla scuola: DDL bocciato dal mondo della scuola (docentistudenti, genitori) e persino dal Comitato per la Legislazione della Camera in quanto confuso, contraddittorio e di difficile applicabilità. Nei giorni 5, 6 e12 maggio c’è anche un altro sciopero, indetto dai Cobas contro le prove Invalsi. L’Invalsi è diventato il perno del sistema di valutazione della scuola italiana, assumendo un’importanza crescente, fino a diventare uno dei parametri su cui valutare insegnanti e scuole e distribuire premi e punizioni, delineando una scuola più povera e competitiva. Ma si tratta di prove antiscientifiche e antididattiche, buone solo a fomentare il business dei privati, abbondantemente rifiutate dai sistemi che prima dell’Italia li avevano adottati e ora stanno facendo marcia indietro. In questa puntata di vivalascuola per dare elementi di riflessione presentiamo due interventi, uno contro (di Carlo Salmaso) e uno a favore delle prove (di Alessandra Angelucci). Presentiamo inoltre materiali sul tema e il kit antINVALSI predisposto dal sito genitoreattivo. Continua a leggere

Vivalascuola. “Dream” è l’anagramma di “merda”

Non ci sono motivi per non scioperare il 5 maggio. Il DDL sulla scuola del Governo Renzi mette a rischio tutti i lavoratori della scuola, la scuola pubblica e l’insegnamento e, per i suoi contenuti e per i metodi con cui viene imposto, la stessa democrazia. Lo spostamento dei test Invalsi alla scuola primaria (previsti proprio per il 5) per cercare di vanificare lo sciopero è una grave violazione delle regole democratiche e costituisce un motivo in più per scioperare. Per la prima volta dopo 7 anni i sindacati scioperano insieme. Nessuno può invocare come pretesto la divisione del mondo della scuola e la frammentazione delle iniziative. Nessuno può dire “si sciopera solo il venerdì per allungare il week end“. Oltre che per bloccare il DDL si sciopera per la stabilizzazione, il contratto, la cooperazione e la gestione democratica della scuola. Per una scuola per la Repubblica. In questa puntata di vivalascuola presentiamo un invito allo sciopero di Giovanna Lo Presti e in apertura l’appello di Ferdinando Imposimato, presidente onorario aggiunto della Corte di Cassazione, a insegnanti e studenti a battersi uniti contro il progetto del governo sulla scuola. Inoltre materiali, commenti e le notizie della settimana scolastica. Continua a leggere

Vivalascuola. La scuola di Renzi e l’eros che non c’è

I politici parlano di eros nell’insegnamento e di passione per il sapere, della scuola di Narciso e della scuola di Telemaco. Si potrebbe pensare a un salto culturale che recupera Platone e le nostre radici, a una capacità della classe politica di pensare in profondità. Poi andiamo a vedere i “frutti di tanto “pensiero” (“Dai loro frutti li riconoscerete, Mt. 7, 16), cioè a dire il DDL appena prodotto, e non troviamo traccia di eros. L’eros richiede la presenza fisica dell’insegnante e loro progettano “insegnanti digitali, richiede la stabilità della relazione e loro progettano la precarizzazione di tutti i docenti, richiede amore per la disciplina insegnata e loro progettano un organico funzionale come tappabuchi, richiede un valore fondante della scuola e loro progettano la sua svalutazione in favore dell’azienda. Allora comprendiamo: i politici riferiscono a mo’ di slogan quanto orecchiato del libro di Massimo Recalcati L’ora di lezione, senza che esso trovi spazio nelle loro “riforme. A questo punto torniamo a Matteo l’evangelista (7, 15): “Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci. Ne parlano in questa puntata di vivalascuola Donata Miniati e Emanuele Rainone. Continua a leggere

Vivalascuola. Ma dove sono le parole?

“«Il silenzio mi passava tra le vene / sembra infinito il silenzio». Sono le parole di un poeta. Ma ha nove anni e forse nemmeno frequenta più la scuola. Si chiama Marius, è un bambino rom. Ha imparato a comporre versi nella sua scuola, quando ha incontrato una strana maestra, diversa da tutte le altre, venuta per condurre un seminario di poesia. Di cosa si tratta? Risponde Alice, otto anni, italiana: «tranquillità / silenzio / concentrazione / un po’ di pazzia / piacere di ascoltare / il nostro amico silenzio». Questa maestra si chiama Chandra Livia Candiani, vive a Milano, dove è nata, ma ha origini russe. Scrive una poesia tra le più significative oggi in Italia e da otto anni conduce seminari di poesia in diverse scuole elementari a tempo pieno della sua città. Le classi interessate erano dapprima le quarte e le quinte; poi solo le quinte, in seguito ai tagli all’istruzione. Leggere le poesie di questi bambini è un’esperienza straordinaria. Continua a leggere

Vivalascuola. E si udì sulla terra

A bambine/i dedichiamo questa puntata natalizia di vivalascuola. Bambine/i sempre più strette/i fra indigenza, la vita in aree metropolitane e una scuola dimezzata. In un Paese sempre più povero e sfiduciato, in cui la mafia detta legge alla politica. Come persone di scuola pensiamo sia proprio il caso di dire che “Non serve una una cattiva legge sulla scuola, che colpisca gli stipendi degli insegnanti e aumenti i loro carichi di lavoro, che distrugga la libertà d’insegnamento e che renda gli insegnanti sempre più asserviti e succubi di una dirigenza sempre più potente, serve ben altro. Forse in Italia servirebbero altre “leggi punitive”, capaci di arginare quei fenomeni di putridume corruttivo che stanno colpendo il Campidoglio e i salotti buoni romani, compresi quelli dove siedono politici vicini all’attuale governo“. (vedi qui). Ringraziamo la redazione della rivista “Gli Asini“, dal cui n. 12/13 è tratto il bel testo di Grazia Honegger Fresco che qui presentiamo. Un grazie di cuore a collaboratori e lettori e a tutti auguri di buone feste e buon anno 2015.

Continua a leggere

Vivalascuola. La “Buona Scuola” di Renzi: silenzio sulle bocciature

Che riforma è una riforma della scuola che non affronta il tema della valutazione didattica? “La Buona Scuola” di Renzi, fra altre mancanze, ha anche questa. D’altra parte, quando mai le “riforme” degli ultimi ministri dell’Istruzione hanno riguardato la didattica? Il tema dell’abolizione delle bocciature, atto finale della valutazione didattica, è stato agitato dai governi solo come occasione di risparmio o come scorciatoia per una “soluzione” del problema della dipersione o come strumento di giudizio sulle scuole (vedi il Rapporto di Autovalutazione, p. 10), secondo una logica mercantilistica: + promossi + soldi. La proposta di Vincenzo Pascuzzi di abolizione delle bocciature, presentata in questa puntata di vivalascuola, evidenzia invece alcune urgenze: occorre una scuola che tenga conto delle diversità e sia meno rigida nella sua organizzazione. Ma è altresì necessario, come scrive Giovanna Lo Presti, ripensare il lavoro dell’insegnante, la didattica e il sistema nel suo complesso. Per una scuola che sappia assicurare a tutti un sapere che abbia “un insostituibile valore emancipatorio“, perché “la prima servitù da cui ci si deve liberare è quella dell’ignoranza“.  Continua a leggere

Vivalascuola. L’insegnamento della Fisica: una bella gatta da pelare

Siamo un Paese surreale, lo ribadisce il nuovo report del portale della Commissione Europea Eurydice. Un Paese che offende e affama i suoi insegnanti e dove si chiama “riforma un atto senza valore giuridico che contiene il peggio del Paese: parola di un’insegnante dello stesso partito del premier. Un Paese dove ogni finanziaria è un bollettino di guerra contro la scuola e le promesse elettorali “favole belle di cui non render mai conto. Un Paese che se si regge è anche grazie alla scuola e al lavoro spesso volontario e non retribuito di chi insegna, che è consapevole di avere il compito della formazione del Paese di domani. Un Paese dove insegnare è ancora un esercizio di libertà e dove comunque sarebbe doveroso un grazie all’insegnante che volontariamente regala il suo tempo oltre all’orario dovuto per ricercare e domandarsi come insegnare meglio la sua disciplina. E grazie, poiché anche questo è un lavoro gratuito, a tutti quelli che rendono possibile vivalascuola. Continua a leggere

Vivalascuola. La “Buona Scuola” di Renzi e gli insegnanti: felice il popolo che non ha bisogno di eroi

“Gli insegnanti oggi sono degli eroi” (Matteo Renzi, 20, 5, 2014)

“Ridare dignità al lavoro dell’insegnante”, “rivalutare gli insegnanti” , “rimettere al centro gli insegnanti”, “valorizzare il lavoro dei docenti”… Apprezzamenti da fuochi d’artificio (“Gli insegnanti sono degli eroi”) che nascondono un profilo lavorativo scarsamente considerato dal punto di vista economico. Queste belle espressioni, prese in prestito da qualche libro di pedagogia, diventano, se rapportate al nostro contesto lavorativo, una presa per i fondelli e quindi irritanti (vedi qui). Chi ci governa chiama “eroi” gli insegnanti per poter continuare a chiedere loro atti di eroismo: avere per 10 anni lo stesso stipendio, non avere scatti stipendiali legati all’anzianità, accettare come “premio” una diminuzione della retribuzione, lavorare in scuole non sicure, insegnare in classi pollaio, fare esami di Stato gratis… Del “Buon Insegnante” di Matteo Renzi parlano in questa puntata di vivalascuola Lucio Ficara e Donata Miniati. Sullo sfondo, l’insegnante com’è adesso, visto attraverso recenti inchieste. Continua a leggere

Vivalascuola. La “Buona Scuola” di Renzi: schiava dell’azienda Matteo la creò

Quindi: la Confindustria fa cento proposte per una riforma del sistema dell’educazione e la ministra Stefania Giannini vi trova “parole chiave e temi che sono anche la linea guida del rapporto ‘La buona scuola‘ presentato dal governo“. Cosa chiedono gli industriali? “Riformare i meccanismi per l’immissione in ruolo dei docenti; abolire le graduatorie per anzianità; assumere per concorso e per chiamata diretta premiando il merito“. E ancora: “rimodulare la retribuzione in base a orario servizio, funzioni, conseguimento obiettivi; potenziare l’Invalsi; abolire il valore legale del titolo di studio”. Insomma, Renzi e Giannini lavorano alla scuola di Confindustria, la quale al contempo falsa dati pubblici per screditare la scuola italiana e renderla ancora più conforme alle esigenze del mondo economico. Ne parlano in questa puntata di vivalascuola Alvaro Berardinelli, Bruno Moretto, Emanuele Rainone.
Continua a leggere

Vivalascuola. La “Buona Scuola” di Renzi: la risposta della scuola

Dunque, la “Buona Scuola” di Renzi prevede: blocco dei contratti dal 2007 al 2015 (e poi?), abolizione degli scatti d’anzianità, il 34% dei docenti con la prospettiva dello stesso stipendio a vita, abolizione delle supplenze brevi, tagli di personale di segreteria, taglio di 5.000 lavoratori Ata, tagli per 900 milioni all’istruzione, di cui 400 milioni all’università, mentre si progetta l’abolizione dei docenti di sostegno, vengono dimezzati i fondi per l’alternanza scuola-lavoro su cui tanto insistono le linee guida di Renzi… Si è ormai compreso che, con la “riforma” Renzi, la scuola, gli studenti e gli insegnanti staranno peggio sia dal punto di vista giuridico, con meno diritti e più doveri, sia dal punto di vista economico… Stanti così le cose, come stupirsi se la scuola dice no? Lo dice con sondaggi, firme, scioperi, proposte alternative. Continua a leggere

Vivalascuola. A.s. 2013-2014: fumo e niente più

Questa è l’ultima puntata di vivalascuola dell’anno scolastico 2013-2014, a meno di necessità impreviste la rubrica riprenderà il prossimo settembre. Concludiamo con un bilancio dell’anno scolastico di Tullio Carapella, ricordando che su vivalascuola si può leggere un bilancio degli anni scolastici da Gelmini a Giannini: 2008-2009, 2009-2010, 2010-2011, 2011-2012, 2012-2013. Un grazie di cuore a collaboratori e lettori e l’augurio di una buona estate a tutti. Continua a leggere

Vivalascuola. Il punto sulla valutazione

A partire da una conversazione con Andrea Gavosto e dal Rapporto della Fondazione Agnelli, Donata Miniati fa il punto sulla valutazione. Mai come quest’anno la valutazione a quiz è risultata essere non solo contestata dagli insegnanti e boicottata dagli studenti, ma criticata aspramente da accademici di tutto il mondo. Inoltre, mentre la ministra dell’Istruzione ne vuole fare il perno per premiare e punire gli insegnanti, la stessa presidente dell’Invalsi definisce i quizdomande trabocchetto“. C’è davvero da augurarsi che questo sia stato l’ultimo anno di queste prove! Continua a leggere

Vivalascuola. I nuovi serali: una scuola al 70%

Dopo 7 anni di annunci, rimandi, ripensamenti, sperimentazioni, a settembre 2014 dovrebbe partire la “riforma” dell’istruzione degli adulti che istituisce i CPIA. La logica è sempre la stessa: “riformare” per, in nome dell’efficienza, tagliare il servizio. Il quadro orario si attesta sulle 23, 24 ore settimanali: alcune materie vengono drasticamente ridimensionate (italiano, matematica, le lingue), altre quasi scompaiono (storia, diritto). L’orario viene ridotto al 70% dei corrispondenti corsi diurni e la definizione dell’organico viene subordinata al vincolo di 10 docenti per 160 studenti. Lo Stato, tagliando un 30% del curriculum, prevede di tagliare anche un 30% del personale. Continua a leggere

Vivalascuola. La congiura contro i giovani

Fotogramma per fotogramma, al rallentatore, con la crudeltà che serve, la congiura ci appare più evidente. Conformismo, cinismo, disincanto, narcisismo, esibizionismo, consumismo, alcolismo… qualunque sia la forma di rinuncia alla sfida di una vita autentica di cui sono stati tacciati i giovani non è che un ultimo fotogramma di una storia già scritta e non diretta da loro. (Stefano Laffi, La congiura contro i giovani. Crisi degli adulti e riscatto delle nuove generazioni, Feltrinelli 2014)

Continua a leggere

Vivalascuola. Adotta la LIP

Intesta

Continua a leggere

Vivalascuola. Dossier diplomifici: fermare l’incultura e il malaffare

La scuola paritaria è uno dei punti del sistema che funziona meglio: parola della ministra dell’Istruzione Stefania Giannini. Pertanto “scuole statali e scuole paritarie devono avere uguali diritti“. In realtà chi conosce la scuola sa che le scuole “paritarie” sono quelle che hanno risultati peggiori alle indagini Ocse e – in molti casi – sono un covo di illegalità e malaffare. Lo sappiamo perché ci abbiamo insegnato, perché certi annunci sono sotto gli occhi di tutti, perché certe trasmissioni tv sono indimenticabili. E così certi scandali da nord a sud. Adesso un dossier di Paolo Latella sui diplomifici giace sul tavolo della ministra. Noi non smetteremo di documentare e denunciare questa vergogna, per intanto ci domandiamo, con Marina Boscaino: “Cosa si aspetta a intervenire?“.

Continua a leggere

Vivalascuola. Bambini a rischio? A rischio di che?

Un bambino di 4 anni è ritenuto troppo violento per restare nella sua classe della scuola materna e così viene cacciato dalla scuola. Nel verbale del consiglio di classe del 4 marzo 2014, si legge: “il suo bambino dice parolacce, corre in classe, non ascolta gli insegnanti, colpisce con violenza gli altri piccoli, si rifiuta di stare seduto, sale su tavoli e sedie, si sdraia a terra e stacca l’estintore del corridoio. Non le sembra quindi una buona idea quella di mantenere, per un periodo limitato, suo figlio lontano dalla classe…?” (vedi qui). Bambini a rischio. A rischio di che? Ce lo spiega in questa puntata di vivalascuola Donata Castiello, che ci suggerisce come cogliere i segnali del rischio e quali strategie educative sia possibile attivare, mentre Marina Massenz ci aiuta a capire le paure dei bambini e la loro funzione nell’età evolutiva, e Daniele Novara ci mette in guardia dalle insidie della medicalizzazione: quando la discriminazione assume le parvenze di una diagnosi medica. Continua a leggere