53. Di chi

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Vorresti cominciare da capo: è come se ci fosse qualcosa che ti sfugge, come non fossi tu a tenere le fila del romanzo, ma qualcun altro proponesse i temi, le scene, persino il linguaggio da adottare. La trama finisce col perdersi lungo una strada con il sole a picco, come se il tempo si fermasse, o dovesse tornare lì, per qualche ragione misteriosa. Continua a leggere

47. Il suo nido

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Difficile trovare pace: da quando sei qui non fai altro che rispondere al telefono e alle mail, ascoltando problemi, tragedie, gente moribonda, progetti che necessitano di un’approvazione, Mihaela che resiste disperatamente allo sgombero e ha bisogno del tuo amico avvocato, ma ha perso il numero di cellulare. Continua a leggere

34. Il recinto

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Ti vedo pallido. il sole manda bagliori a intermittenza dalla latta delle baracche incandescenti. Un vento leggero alza la polvere dal tappeto di erbacce e dalla macchia grigia e nera del marciapiede smozzicato dal tempo. Anche oggi ha ballato. Continua a leggere

69. Costi quel che costi

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Hai perso l’ennesima occasione. Non so che fare per te: ci metto il carisma di scrittore, ma non basta; un romanzo non può decidere come debbano andare le cose della vita. Ripensaci; nel mondo non esiste solo la violenza. Continua a leggere

14. Scrivere

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Questa stanza è da sballo, non te ne andresti mai. Ripensi alla mail che hai letto in sogno: esistono premonizioni come queste? Possibile che il sogno corrisponda alla realtà? Da quant’è che non scrivi? La visione ti ha ispirato. Riaccendi il computer, riapri il blog che avevi intitolato Idee per un romanzo. Quale idea migliore dell’amore? Naturalmente un amore tormentato. Continua a leggere

47. Perché?

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Inutile ricordare come la Pacem in terris scatenò la guerra tra le opposte fazioni.
La porta si spalancò con un rumore sordo. Si vedeva una fila di persone, lungo la parete, uomini in divisa quasi immobili, braccia che si affacciavano alle grate.
Queste sono le ragazze della fabbrica: in posa, l’una accanto all’altra, sorridenti. Potremmo chiederci che ci sia da ridere, in quelle condizioni.
La mia intenzione era chiara, forse solo a me, venne da pensare. Continua a leggere

42. Così dolci

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Dovrei parlare di una cosa che ha fatto molto discutere, a quei tempi.
Quando il primo uomo mise piede sulla luna.
Ormai gli idranti erano all’ordine del giorno, camminavi dentro i getti come in mezzo al diluvio universale; poi, se ti prendevano di mira, non riuscivi a stare in piedi, vacillavi, cadevi, qualcuno ti allacciava da dietro e ti tirava su, cercando un angolo dove non potessero arrivare. Colpivano anche alberi, animali, come se tutta la creazione dovesse essere soggetta al loro potere senza limiti. Se eri nell’onda non vedevi nulla, e allora venivano pensieri senza senso, di quand’eri ragazzo e tuo padre t’innaffiava col tubo dell’acqua perché stavi chiacchierando mentre lui metteva in ordine il giardino. Continua a leggere

30. La nuvola

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Lo sciopero andò avanti, nonostante le minacce, i trucchi e le violenze che i bianchi scatenarono.
La distesa dei campi è sconfinata, il grano si arrotola sul mondo, ne fa un batuffolo giallo lanciato nello spazio.
La nuvola di vento si forma lentamente, come zucchero filato; ti accorgi del pericolo soltanto se comincia a rombare girando su se stessa, ballerino  appesantito che ha ancora agilità di movimenti. Continua a leggere

94. Altissimo

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Ciechi! Siete ciechi!
Questo è il migliore di tutti: Ismail è incantato di fronte all’edificio che sembra un castello luminoso, alla piscina in cui si riflettono i colori, al giardino traboccante di piante di ogni foggia.
Fino a quando dovrò sopportarvi! Assetati di sesso e di potere, schiavi del denaro e del successo!
Le sale lussuose sono separate da archi di pietra o in vetro. Continua a leggere

66. Chi io sia.

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Quassù non c’erano mai stati. Oltre i rami degli alberi si snoda la strada su cui arrancano i pullman turistici, stipati di valigie e pellegrini; oltre il guard rail, la distesa delle case va incontro al tramonto di nubi rosse e nere che non riescono a nascondere l’azzurro. Il sorriso della donna traspare dagli occhi, fari incastonati nell’ovale bianco del viso, dello stesso colore dei capelli neri, raccolti solo in parte.
E’ bello qui: la città sembra correre verso l’orizzonte. Continua a leggere

30. Veramente

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Gli sguardi di Viola e Medardo s’incontrano nel viale degli olmi e riflettono il verde e il giallo delle piante, gli sprazzi d’azzurro che si affacciano tra ramo e ramo a rivendicare i diritti del cielo sulla terra, la morale secolare, segno di progresso, ma ora così fragile da ridursi a foglia rinsecchita che precipita al suolo volteggiando, andando a intrecciare un tappeto morbido e umidiccio sul quale i passi producono un rumore imbarazzante. Continua a leggere

50. Ispirazione

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Leopoldo deve decidersi: Maria è sparita e non ha idea di come rintracciarla; la ricerca sul romanzo possibile si sta frastagliando in diramazioni che rischiano di perdersi di vista l’una con l’altra, nonostante le critiche ecclesiastiche di Ruperto il Pievano, che sul Giornale di Vicenza ha parlato di atmosfere facili da Baci Perugina. Non resta che una soluzione radicale: rivolgersi a Faber, padre spirituale di Maria, l’unico che può consentirgli di venire fuori da un ginepraio sempre più intricato. Consulta la guida delle parrocchie diocesane e trova l’indirizzo della periferia sperduta in cui il prete è parroco da qualche anno. Continua a leggere

Yo vine aquí para cantar y para que cantes conmigo.

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Mi dicevi che avevo due talenti: la predicazione e la scrittura. Quando mi prende il magone penso alle facce della gente, alla festa della domenica mattina, alle mani strette e ai baci mandati da lontano, oppure allo schermo bianco che aspetta di essere riempito, alle parole inanellate una dopo l’altra nel filo dell’ispirazione, come un rosario di sogni. Allora tutto prende forma: anche gli scontri con la burocrazia, le barriere dell’indifferenza, gli spuntoni aguzzi di invidie e gelosie, che non avresti mai pensato potessero ergersi inquietanti nei campi del vangelo. Continua a leggere