“Carnage” – una ‘operetta morale’ che ci dice cosa siamo diventati.

Carnage, il film di Roman Polanski (tratto dall’opera teatrale di Yasmina Reza) è quella che una volta si sarebbe chiamata operetta morale.
Bastano poco più di 70 minuti per mettere in scena, con una efficacia tragica e comica insieme, la disperazione della condizione umana, di occidentali all’alba del terzo millennio.

Il pretesto narrativo è noto: in una lite al parco, un ragazzino di 11 anni colpisce un coetaneo al volto con un bastone. I genitori, due coppie di Brooklyn, decidono di incontrarsi per discutere del fatto e risolvere la cosa da persone civili. Gli iniziali convenevoli si trasformano però subito in battibecchi velenosi e il comportamento delle due coppie degenera in situazioni paradossali. Continua a leggere

“Nuova letteratura fantasy”, “Virus 71”, “Master Desire & Lady Libido”

Vi segnalo di due libri diversi, ma che daranno inizio a un percorso artistico comune: Nuova letteratura fantasy di Giovanni Agnoloni (ed. Eumeswil) e Virus 71 di Chiara Daino (ed. Aìsara).

Sono in arrivo tre presentazioni di queste opere, che introdurranno quelli che presto diventeranno gli spettacoli teatrali di DainoAgnoloni, dal titolo Master Desire & Lady Libido (© Chiara Daino & Giovanni Agnoloni, 2010).   Continua a leggere

METROMORFOSI 34 – MAGGIO 2010

Metromorfosi a maggio consiglia Jazz Al Centro

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METROMORFOSI 32

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METROMORFOSI 31

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METROMORFOSI 29

"Il rosso"

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CI VUOLE QUELLO CHE IO NON HO

Caro Vasco,

davvero ci vuole quello che io non ho, ci vuole pelo sullo stomaco [ho solo l’esofago a fiamma e più di un’ulcera e no!, lo so che non bastano]. Il problema è che non lo voglio. Non più. È sempre una questione di pelo. E nugoli di discussioni/dibattiti «De Videocracy» [hanno scoperto che tettEculi muovono marEmonti? Complimentoni! Non ce ne eravamo maimai accorti!] e cercare di muovere passi senza prostituire né corpo né credo – sapevo, l’ho sempre saputo, non sarebbe stata impresa facile… E sì che tu [me] lo canti da sempre: «le regole sono così / è la vita! ed è ora che CRESCI! / devi prenderla così… ». E sì che ti re-cito da sempre: «Sì, stupendo! Mi viene il vomito!». Continua a leggere

METROMORFOSI 27

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Metromorfosi 27

è in distribuzione gratuita in oltre 100 punti a Roma e dintorni

e anche leggibile e scaricabile su http://www.metromorfosi.com

concorso: Metromorfosi cerca la sua donna e il suo uomo immagine

cosa fare: inviare una foto all’indirizzo info@metromorfosi.com

premi: la donna e l’uomo immagine compariranno in copertina e vinceranno un abbonamento annuale alla rivista

indicazioni: esprimere l’essenza di se stessi

scadenza: 21 marzo 2010

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DERAGLIATE II

Prosegue il microprogetto iniziato con Monica Mazzitelli che riguarda le  donne che vivono per strada.
Questo secondo racconto probabilmente non sarà l’ultimo e, come già detto, chiunque può continuare, ovviamente, finché non sentiremo che questo disagio, nostro, sia stato abbastanza narrato.

balena lungo il tamigi copiaVIRGINIA

Anni fa, quando ancora il Teatro non era stato chiuso, erano cominciate le sue apparizioni.

Scendeva dalla Rampa stretta nel cappottino grigio che l’avvolgeva, secca e fragile, come disossata.

I gradini sconnessi, la sua pettinatura miracolosamente scura avvolta mille volte su se stessa come quella dei santi eremiti dell’India e quella voce potente che la precedeva, la seguiva e l’avvolgeva, dapprima flebile, poi un grido, un ruggito, un “io sono”.

“Che me ne importa a me se non son bella
Io ci ho l’amato mio che fa il pittore
Lui mi dipingerà come una stella
Che me ne importa a me se non son bella!” Continua a leggere

Tre domande a Peter Brook da «Teatri delle diversità».

di Matteo Gorla

Nel corso della conferenza stampa di presentazione dello spettacolo Fragments da Samuel Beckett (il 10 dicembre 2007 a Milano), abbiamo avuto modo di porre a Peter Brook e agli attori del suo ultimo spettacolo alcuni dei tanti interrogativi possibili sul tema teatro e diversità. Ecco, nella trascrizione della traduzione simultanea di Ira Rubini, quanto ci hanno detto.

Domanda. La prima domanda è forse anche la più scontata: perché per lei è così importante avere attori internazionali di culture e lingue diverse, proventi da differenti esperienze e che le portino all’interno del suo teatro?

Risposta. Questa è una domanda che di solito mi fanno gli attori, aggiungendo “perché non io?”: per ogni scelta che fa il regista ci sono fra i 5mila e i 10mila attori che potrebbero essere scelti per quel ruolo. Nel corso degli anni a questa domanda ho dato due risposte. Una delle risposte è che il teatro è scorretto e quando sono costretto a dire che cosa cerco in un attore dico loro qualcosa in inglese che non è possibile tradurre: io cerco qualcuno che abbia cuore e arte [n.d.r. Peter Brook gioca con l’assonanza fra le due parole inglesi heart e art]. Ci sono attori con grande sentimento ma con poca capacità tecnica, essi sono quindi chiusi nell’eccesso di sentimento; altri invece sono così esperti e così virtuosi che, come accade anche per il virtuoso musicale, sono chiusi in un altro senso perché il cuore non appare. Continua a leggere

METROMORFOSI 23

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METROMORFOSI 22

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METROMORFOSI 2009 MARZO VENTIDUE

le parole hanno un senso sempre oppure non ce l ‘hanno mai

Moondog
H.E.R.
Ivan Vicari & Barraco Trio
Puppini Sisters
Lady Oscar Rock Drama
Davide Manuli
Ursula Meier
Pippo Delbono
Intervista ad Antonio Rezza
Piero Mottola
Antonio Pio Saracino
Lucia Saetta

CONCORSI METROMORFICI

Un racconto per Metromorfosi
– invia un testo inedito di massimo 9000 caratteri entro il 10 aprile 2009

Una copertina per Metromorfosi
– invia un ‘immagine entro il 10 maggio 2009

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L’Ulisse di Dante e i soldi alla cultura

di Eugenio Scalfari

Come sempre sa fare quando prende in mano la penna e si inoltra in un discorso pubblico Alessandro Baricco comincia da lontano, usa la logica, ragiona sulle premesse pianamente, non è mai provocatorio ma didascalico. Pone questioni, sollecita risposte che sono già contenute nelle domande.

A che cosa serve la cultura? E spiega: serve a migliorare l’anima delle persone, a farle riflettere, a renderle più tolleranti verso i diversi da sé, quindi a scoprire il valore della democrazia e della solidarietà, a ricacciare indietro le pulsioni della violenza. Perciò la democrazia, cioè lo Stato democratico, ha un interesse primario a promuovere la cultura, ad allargarne le radici e le fronde.

E poiché il nostro mondo è in preda a un rigurgito di violenza e d’intolleranza, lo Stato democratico è chiamato a intraprendere una necessaria alfabetizzazione incoraggiando la nascita di quella che lui chiama una “intelligenza di massa”.

Chi non è d’accordo con questo “incipit”? Io lo sono completamente. Continua a leggere

Basta soldi pubblici al teatro meglio puntare su scuola e tv

di Alessandro Baricco

Sotto la lente della crisi economica, piccole crepe diventano enormi, nella ceramica di tante vite individuali, ma anche nel muro di pietra del nostro convivere civile. Una che si sta spalancando, non sanguinosa ma solenne, è quella che riguarda le sovvenzioni pubbliche alla cultura. Il fiume di denaro che si riversa in teatri, musei, festival, rassegne, convegni, fondazioni e associazioni. Dato che il fiume si sta estinguendo, ci si interroga. Si protesta. Si dibatte. Un commissariamento qui, un’indagine per malversazione là, si collezionano sintomi di un’agonia che potrebbe anche essere lunghissima, ma che questa volta non lo sarà. Sotto la lente della crisi economica, prenderà tutto fuoco, molto più velocemente di quanto si creda. In situazioni come queste, nei film americani puoi solo fare due cose: o scappi o pensi molto velocemente. Scappare è inelegante. Ecco il momento di pensare molto velocemente. Lo devono fare tutti quelli cui sta a cuore la tensione culturale del nostro Paese, e tutti quelli che quella situazione la conoscono da vicino, per averci lavorato, a qualsiasi livello. Io rispondo alla descrizione, quindi eccomi qui. In realtà mi ci vorrebbe un libro per dire tutto ciò che penso dell’intreccio fra denaro pubblico e cultura, ma pensare velocemente vuol dire anche pensare l’essenziale, ed è ciò che cercherò di fare qui. Continua a leggere

METROMORFOSI 20

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Metromorfosi free magazine di infocritica
col la nuova uscita 2009gennaioVENTI
non festeggia i due anni di attività editoriale
perché sogna di instaurare con il tempo un rapporto paritario

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La Russia: questa compagnia comica, di Andrea Sartori

L’Uchebnuyi Teatr di San Pietroburgo è una cassetta di legno antico, scheggiata da una ragnatela di crepe irregolari che ne reticolano l’involucro e le pareti interne. Qui va in scena, da circa sette anni, l’allegoria d’una Russia che dal Medioevo è giunta sino a noi con i suoi rattoppi, le sue velleità e le sue nobili speranze. Komik Trest è il titolo dello spettacolo diretto da Vadim Frison a cui ho assistito una sera di fine novembre, in una platea fitta fitta di spettatori, come spesso accade nei tanti teatri della città, in qualunque momento dell’anno.

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METROMORFOSI 19

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E’ uscito il nuovo numero di Metromorfosi, mensile di infocritica a distribuzione gratuita.

Pane :: Bill T. Jones :: Dianne Reeves :: Garbo :: Guillermo Arriaga :: Antonio Rezza :: Gadda vs Genet :: Giacomo Manzù :: Bill Viola :: Louise Robinson :: Nadia Agustoni

METROMORFOSI 15

E’ uscito il nuovo numero di Metromorfosi, rivista di infocritica distribuita gratuitamente a Roma e dintorni.

In questo numero di giugno: Nick Cave, Dinosaur Jr, Unnaddarrè, Matteo Garrone, Antigone,
Miracolo a Milano, Gianni Piacentino, Zachary Shomburg…

Copertina: Steven Smith.

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