Gilbert K. Chesterton, il teologo del nonsense

di Paolo Pegoraro

Ormai è evidente: in Italia è in corso un vero e proprio “Rinascimento chestertoniano”. Un revival in piena espansione. L’oculatezza di alcuni editori e la passione dei tanti lettori è riuscita a riportare nelle nostre librerie molti titoli del geniale scrittore che mancavano da decenni. Solo negli ultimi mesi, Morganti ha dato alle stampe la nuova traduzione del romanzo La sfera e la croce, Fede&Cultura ha pubblicato una raccolta di preghiere commentate da brani di G.K. Chesterton – Le preghiere dell’Uomo Vivo –, Raffaelli ha presentato l’inedito La fine della strada romana, mentre Lindau ha sfornato ben quattro titoli in nuova traduzione: alcuni tra i più migliori saggi di Chesterton – EreticiOrtodossiaAutobiografia – e il suo primo romanzo, Il Napoleone di Notting Hill (Lindau 2010, pp. 232, € 17). Proprio quest’ultimo titolo merita una parola di spiegazione. Perché è un racconto allo stesso tempo visionario, profetico e intimamente autobiografico.

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Addio a Panikkar teologo del dialogo

di Vito Mancuso

Cosmoteandria. In questa difficile parola è racchiuso il nucleo del pensiero di Raimon Panikkar (morto ieri a 92 anni nella sua casa in Catalogna), uno dei più grandi teologi della nostra epoca, destinato a diventare sempre più una permanente sorgente di luce per tutti i cercatori sinceri della verità. Cosmoteandria è il termine coniato da Panikkar per esprimere la sua intuizione filosofico-teologica fondamentale, cioè che l’Assoluto (teo) è attingibile solo in unione con il mondo (cosmo) e in unione con l’uomo (andria) e, simmetricamente, che l’uomo viene a capo della sua essenza solo in armonia con il mondo naturale e con il divino. Continua a leggere

Forse anche dell’altro (Gaspare Spatuzza)

da qui

Mi colpisce il fatto che Gaspare Spatuzza studi teologia. Mi ricorda la bibbia annotata di Bernardo Provenzano. Mi convince che la mafia è una visione del mondo. Di questo mondo, e forse anche dell’altro.

Rendere simili le chiese a Gesù e non Gesù alle chiese

di Mauro Pesce

C’è oggi una teologia cattolica italiana che finisce per

ostacolare l’accesso diretto di tutti alla figura storica

di Gesù.

E’ la teologia che dice che dovremmo

leggere i vangeli interpretandoli alla luce di una

certa teologia cattolica di oggi.

Ma è esattamente il contrario di quello che

dovremmo fare:

modificare la teologia in base a

quello che Gesù ha fatto e detto;

non: modificare

l’immagine di Gesù per renderla simile alla teologia di oggi.