Il tesoro

Gesù non fa mancare niente, a chi lo cerca. È una sorgente zampillante, un fuoco incessante, un tesoro inesauribile, che colmano la vita di ciò che la nutre veramente. Sta a noi accoglierlo, invocarlo. È tanto difficile? Viviamo sempre a un passo da ciò che può renderci felici.

Gridare


Abbiamo fame, fame di essere. Mi ha colpito, su Instagram, il video di una lontra che grida perché le diano il cibo. Facciamo come lei: gridiamo a Gesù, finché non ci esaudisca. Non sarà più pronto a soddisfarci che a negarci il dono? Dio lo conosciamo poco: c’è chi si augura che non esista, ma l’Essere è Lui. Qualcuno dovrà pure difendere il tesoro dagli assalti nemici. Se ci stringiamo a Cristo, riceveremo la sua essenza, saremo con Lui una cosa sola. Siamo fatti l’uno per l’altro: felicità, per noi, è conseguire questa meta.

Il tuo tesoro


Dov’è il tuo tesoro, dice Gesù, là sarà anche il tuo cuore. Ma qual è il tesoro di cui parla? Oggi che regna il dio denaro, tendiamo a ragionare in termini economici: pensiamo a un gruzzolo messo da parte, a qualche proprietà, anche intellettuale. All’estremo opposto, si scade nel sentimentalismo, nell’affiorare melenso di sensazioni domestiche o romantiche. Ma il Cristo intende un’altra cosa: il tesoro è il presente, il momento in cui si vive. Se non apriamo a Lui questa esperienza, perdiamo quanto di più prezioso possediamo: il qui e ora della vita, l’adesso irripetibile.