Vivalascuola. A.s. 2013-2014: fumo e niente più

Questa è l’ultima puntata di vivalascuola dell’anno scolastico 2013-2014, a meno di necessità impreviste la rubrica riprenderà il prossimo settembre. Concludiamo con un bilancio dell’anno scolastico di Tullio Carapella, ricordando che su vivalascuola si può leggere un bilancio degli anni scolastici da Gelmini a Giannini: 2008-2009, 2009-2010, 2010-2011, 2011-2012, 2012-2013. Un grazie di cuore a collaboratori e lettori e l’augurio di una buona estate a tutti. Continua a leggere

Vivalascuola. Precariato nuova schiavitù

L’istruzione richiede continuità, cura e perseveranza. Anche il governo dell’istruzione. In Italia invece un governo cade prima che sia riuscito ad approvare una legge – il decreto L’istruzione riparte – a prescindere dai meriti della legge. La precarietà è una situazione tipica della scuola italiana, che non riesce a essere una scuola “normale“, così come l’Italia non riesce a essere un Paese “normale“. Insomma, Italia precaria, scuola precaria. In questa puntata di vivalascuola Carlo Seravalli legge i numeri annunciati dal ddl L’istruzione riparte, indice di una politica che non risolve la precarietà ma la crea; Emanuele Rainone riflette sulla condizione dell’insegnante precario; Marina Boscaino presenta la precarietà come la nuova schiavitù. Continua a leggere

Vivalascuola. Ssis, Pas, Tfa: a che pro?

Le promesse della ministra Carrozza di “riportare gradualmente l’investimento almeno al livello medio dei Paesi OCSE (6% del PIL)” sono un lontano ricordo. Il decreto “L’istruzione riparte” assegna alla scuola 400 milioni in 3 anni, mentre le sono stati tolti 8 miliardi nel triennio Gelmini. Non sono state riparate le incostituzionalità dei tagli operati dall’ex ministro Gelmini e del dimensionamento scolastico. Il nuovo anno scolastico comincia con la sensazione che in Italia nulla possa cambiare. A tutti buon anno scolastico 2013-2014! Nonostante tutto.

La ministra inaugura l’anno scolastico esortando: “Ragazzi, siate ribelli e non accettate le cose come sono“. Proveranno a farsi sentire il 26 settembre i laureati che hanno frequentato i TFA, il perché ce lo dicono Renata Morresi e Eleonora Tamburrini. L’11 ottobre manifestano gli studenti medi, il 12 ottobre coloro che hanno a cuore la Costituzione. Perché “Non c’è più tempo“.

Di cosa parliamo quando parliamo di Tfa
di Eleonora Tamburrini

è una questione di qualità
o una formalità
non ricordo più bene, una formalità

Non ultima tra le cose di minor conto viene la reazione della gente. Spiegare ai non addetti ai lavori cosa sia stato il Tfa e cosa significhi adesso non è semplice. Continua a leggere

Vivalascuola. A.s. 2012-2013: l’anno del gioco delle tre carte

Questa è l’ultima puntata di vivalascuola dell’anno scolastico 2012-2013, a meno di necessità impreviste la rubrica riprenderà il prossimo settembre. Concludiamo con un bilancio dell’anno che contiene anche una sintesi dei provvedimenti per la scuola da Gelmini a Profumo. Un grazie di cuore a collaboratori e lettori e l’augurio di una buona estate a tutti.

Anno scolastico 2012-2013: l’anno del gioco delle tre carte
di Tullio Carapella

Domani, quando mi sembrerà di svegliarmi, che dirò di questa giornata? Che col mio amico Estragone, in questo luogo, fino al cader della notte, ho aspettato Godot? (Samuel Beckett, Aspettando Godot)

Innanzitutto: grazie Bologna! Un grazie di cuore a tutte quelle donne e quegli uomini che hanno creduto fortemente nella possibilità di combattere vincere un fronte ampio ed economicamente attrezzatissimo Continua a leggere

Vivalascuola. Concorso, Tfa e figli di nessuno

I figli di nessuno sono i giovani e i meritevoli, i neolaureati, i trentacinquenni iscritti al Tfa, i docenti precari già abilitati inseriti nelle graduatorie. Ma il concorso non era fatto per giovani e meritevoli? Come dicono il ministro Profumo e i suoi portavoce? In realtà giovani e meritevoli sono esclusi dal nuovo concorso, mentre i docenti già abilitati per aver vinto un concorso dovranno rifarlo. Inoltre: i posti previsti dal concorso (11.000 in tre anni) sono inferiori persino al piano predisposto dalla Gelmini (fino a 22.000 per anno) e non copriranno neanche i pensionamenti. Come dice Giovanna Lo Presti citando Shakespeare: “Schifo! Schifo!” (Amleto, atto I, scena II).

Si bara, si bluffa, si recita a soggetto: è il concorso truffa
di Emanuele Rainone

La scuola pubblica statale è il principale luogo di formazione della cittadinanza e di trasmissione dei valori di civiltà della nostra Costituzione. Bene: lo Stato Italiano riserva agli insegnanti e al personale della scuola un trattamento incivile Continua a leggere

Vivalascuola. Crescere nel tempo della crisi

In tre anni sono stati persi un milione di posti di lavoro. E sono un milione i disoccupati esclusi da qualsiasi sussidio. Ben oltre i 65.000 i lavoratori che rischiano di rimanere senza stipendio e senza pensione per effetto del cambiamento dei requisiti pensionistici dovuto al governo Monti. E cresce il numero degli italiani in situazione di povertà relativa: secondo l’ultimo rapporto Caritas sono 8 milioni e 272.000, il 13,8% dell’intera popolazione. In crescita rispetto all’anno precedente, quando il dato si fermava al 13,1%. Al Sud i numeri raggiungono il 74%. I più colpiti dalla crisi sono i giovani e i bambini. (vedi qui)

Chi, come Gramellini ha tacciato di fascismo la maglietta con la scritta, provi a riflettere – il vero fascismo è togliere speranza e giuste aspettative ad altri esseri umani, che poi, lesi a fatti, non possono nemmeno reagire a parole. (Giovanna Lo Presti)

Crescere nel tempo della crisi
di Stefano Laffi

Se da giovani si è figli del proprio tempo almeno quanto dei propri genitori, se c’è un’orizzontalità che taglia e crea un effetto generazione in questo momento, questa è la crisi. Materiale, a questo punto più che educativa, morale, istituzionale, ecc. Continua a leggere

Vivalascuola. Bellezza tra parole non perfette

“Insegno in un carcere, tra detenuti che hanno alle spalle storie diverse, ma che sono buoni ascoltatori di poesia. In carcere la buona novella si diffonde meglio che nei rumorosi licei milanesi dove tutto si fa tranne che ascoltare. E’ un luogo di estrema libertà, dove non ci sono ingerenze ministeriali e c’è un rapporto frontale, personale con l’essere umano e con la sua voglia di redenzione. Naturalmente in prigione ci sono anche gli inguaribili, non bisogna idealizzare i carcerati. Ma per quelli che sono incamminati verso l’espiazione e la purificazione di sé la poesia è uno strumento” (Milo De Angelis, qui)

La poesia in carcere
Intervista a Maddalena Capalbi di Nadia Agustoni

Maddalena Capalbi tiene da cinque anni un laboratorio di poesia nella Seconda Casa di Reclusione di Bollate. Un laboratorio che vede ogni anno aumentare la presenza dei detenuti e il loro interesse verso la scrittura poetica. Continua a leggere