“Ai giovani va insegnato che le grandi virtù accendono la fantasia, l’energia, i sogni e gli orizzonti” di Marco Lodoli

Natalia Ginzburg, grande scrittrice oggi forse poco ricordata e poco letta, nel libro Le piccole virtù così ragionava: “Per quanto riguarda l’educazione dei figli, penso che si debbano insegnare loro non le piccole virtù, ma le grandi. Non il risparmio, ma la generosità e l’indifferenza al denaro; non la prudenza, ma il coraggio e lo sprezzo del pericolo; non l’astuzia, ma la schiettezza e l’amore alla verità; non la diplomazia, ma l’amore al prossimo e l’abnegazione; non il desiderio del successo, ma il desiderio di essere e sapere”. Con le piccole virtù si rischia di scivolare in fretta nel cinismo, nella paura di vivere, si rischia di pesare il mondo e la vita sulla bilancia della convenienza. Continua a leggere

“La cultura non può limitarsi alla critica e all’indignazione per sembrare profonda e intelligente” di Franco Bolelli

Permettetemi per una volta di cominciare con tre citazioni. “Nulla è più pericoloso per l’anima che occuparsi continuamente della propria insoddisfazione e debolezza”. “Spezzate, spezzate, ve ne prego, le tavole degli eterni malcontenti!”. “La responsabilità del poeta e dello scrittore è quella di aiutare gli umani a tener duro elevando il loro cuore, ricordando loro il coraggio e l’onore e la speranza e l’orgoglio e la compassione… la sua voce non può soltanto registrare, ma deve essere uno dei sostegni, dei pilastri per aiutarli a tener duro e a prevalere”. Il primo è Hermann Hesse, il secondo è Friedrich Nietzsche, il terzo è William Faulkner nel suo discorso di accettazione del premio Nobel per la letteratura.  Continua a leggere