Analfabeti di civiltà

di Tiziano Scarpa

Nel 2004, all’epoca dell’appello contro la richiesta di estradizione di Cesare Battisti dalla Francia, mi sono informato su questo caso che prima conoscevo poco. Ne ho ricavato la convinzione che su un singolo uomo siano state rovesciate addosso le responsabilità dell’intero gruppo terroristico di cui faceva parte. Come tutti sanno, i benefici concessi ai cosiddetti “pentiti” rendevano conveniente accusare gli ex compagni per ottenere sconti di pena. È ciò che ritengo sia accaduto nei processi a carico di Cesare Battisti.

(continua a leggere su Il primo amore)

Pret(re) à porter di Fabrizio CENTOFANTI

Fino in fondo

Credi che non abbia dubbi? Che non sia angosciato dall’idea che tutto finirà, che questo corpo, come il tuo, sarà corrotto lentamente dal tempo spietato, che l’affetto, i sogni, l’infinita catena della gioia e del dolore, e tutto quanto ci ha tenuti sul filo del rasoio nella tenace speranza di un riposo, ogni risata, ogni pianto, ogni fiato sospeso, siano destinati a spegnersi in un silenzio senza volto, finita la felice e terribile avventura che chiamiamo coscienza? Eppure so, e stamattina l’ho ripetuto a bassa voce mentre il mondo si svegliava pigramente intorno, eppure so che in qualche luogo, in qualche modo, riprenderemo il filo, sorrideremo come allora e ci diremo l’un l’altro: Lo sapevamo, hai visto? Qualcosa, contro tutto, ci prometteva questo, e la vita, anche piangendo e bestemmiando, mantiene le promesse fino in fondo.
(Da Pret(re) à porter)

Continua a leggere

Le cose fondamentali

di Roberto Carnero

Con il suo libro precedente, ”Stabat Mater” (vincitore l’anno scorso del premio Strega), Tiziano Scarpa aveva svolto un’intensa, serrata riflessione sul tema della maternità. Ora il nuovo romanzo ”Le cose fondamentali” (pagg. 168, euro 18,00) , che esce oggi pubblicato dalla Einaudi , affronta l’esperienza della genitorialità dal punto di vista maschile, cioè da quello del padre. Il protagonista è un certo Leonardo Scarpa (ma – ci assicura l’autore – non si tratta di un personaggio autobiografico, anche perché lo scrittore non ha figli), il quale, quando sua moglie partorisce un bambino, Mario, decide di scrivere una sorta di diario che il ragazzo dovrà leggere quando compirà 14 anni. Continua a leggere

Uno scrittore famoso (soluzione)

Tempo fa, avevo scritto queste righe:

Parlerò bene di uno scrittore famoso. E’ un impresa titanica, in genere. Mandi messaggi e non rispondono; tocchi con mano il non essere come categoria esistenziale, non solo filosofica. Nulla di tutto questo, con ***.Ti accoglie, aiuta, consiglia. Mi chiedo se lo faccia con me, esclusivamente: sono un tipo speciale, mi dico, è giusto che mi trattino bene. Ma rinuncio alla versione narcisista. *** è gentile e disponibile a prescindere. Che gli scrittori famosi non siano tutti pessimi soggetti? Finché *** esiste, la letteratura non è una élite di snob insopportabili. Ciò mi costringe a rivedere le mie idee. Mi complica la vita, segnala sfumature impercettibili, insinua il dubbio, mi impone la fatica del pensiero.
***, fammi un favore: non rispondermi più, ignorami, lasciami il gusto acre della malevolenza
.

Ora posso dire di chi si trattasse: anzi, lo documenta questo articolo, uscito sul Primo amore.
Grazie, di cuore.

Fabrizio

Il crocifisso e il risorto

di Tiziano Scarpa

E se si sostituisse il crocifisso con il risorto? E’ uno spunto che ricevo dal bellissimo libro della teologa Maria Caterina Jacobelli, Risus Paschalis (edito da Queriniana): Se i cristiani fossero coerenti con la loro fede, toglierebbero tutti i crocifissi dai muri delle loro case. E vi sostituirebbero un’immagine del Risorto. Sarebbe un gesto logico, se si riflette sulle parole di Paolo: “se Cristo non è risuscitato, vana è la nostra fede” (1 Cor 15, 14). Nella storia dell’umanità sono stati in molti, uomini e donne, a dare la vita per un altro; e i giusti uccisi innocentemente sono stati e saranno sempre un numero tragicamente grande. Ma uno solo è il risorto. Continua a leggere

Smettiamola con le zuffe e ascoltate gli scrittori

di Tiziano Scarpa

Come si chiama quel posto dove un cittadino senza potere può dire la sua su ciò che ritiene importante, dando alla comunità un contributo di bellezza, e a volte perfino di verità e giustizia? Risposta: si chiama letteratura. Ed è una cosa molto seria. È un’ istituzione inestimabile. Dà voce a chi non la può esprimere altrove. Di qualunque classe sociale ed età (guardate gli autori attivi oggi in Italia: Andrea Camilleri ha ottantaquattro anni, Chiara Strazzulla diciannove). Oggi però si preferisce far finta che la letteratura sia una faccenduola mondana che riguarda il successo e le classifiche dei libri più venduti. Mettendo in scena giornalisticamente le baruffe tra chi ha vinto il Premione e chi no: ammanicato di qua, buffone di là… Galli che si azzuffano. I soliti letterati! Ma la letteratura è una conquista politica troppo importante per ridurla a una bega fra narcisi invidiosi. Ci sono voluti secoli per arrivarci. Continua a leggere

A naso

tiziano scarpa

Tiziano Scarpa (TS) viene dal mondo dei blog (Nazione indiana) e ancora vi opera (Il primo amore). Dunque TS è uno dei nostri (N). TS, però, ha vinto il Premio Strega, che è di Berlusconi (B). Quindi TS è di B. TS, tuttavia, potrebbe essere un po’ di N e un po’ di B. In questo caso, TS sarebbe escluso dalla categoria dei duri e puri (DP). Come decidere da che parte sta TS? E’ di N, di B o dei DP? C’è un’unica soluzione: abbracciare TS per sentire che odore ha, se più di N, dei DP o  più di B. E’ una questione di olfatto, non resta che andare a naso.

Postilla
Ma Facebook (FB), per esempio, di chi è? Mi hanno riferito cose strane. Non mi sembra una cosa adatta per DP. A naso.

(fonte immagine)

L’Invidia in Rete

invidiaPremessa necessaria: conosco, anche se non troppo bene, Tiziano Scarpa: una conoscenza nata dal fatto di averlo invitato ad alcune rassegne da me organizzate negli anni precedenti e dal fatto che, grazie a lui, ho ‘esordito’ sulla Rete, in Nazione Indiana, alcuni anni fa. Ricordo le sue mail in cui con dolcezza ostinata mi invitava a ‘sfrondare’ il più possibile dalla mia scrittura tutto quello che appariva ridondante o cerebralistico. E aveva perfettamente ragione. L’ho recensito ( la rece di ‘Stabat mater’ sta anche in questo blog) ed intervistato ( una lunga intervista che mi ha concesso in occasione dell’uscita di ‘Batticuore fuorilegge’ sta nel mio ’69 posizioni’ in uscita per Cattedrale ( così mi sono fatto anche un po’ di autopromozione).

Su Scarpa si sta abbattendo una specie di ciclone che assomiglia molto, per dimensioni e forma, a quello che ha investito Saviano: il popolo della rete, il popolo dei blogger, quello che ha sempre denunciato l’autoreferenzialità dell’apparato culturale, la consunta logica mafioso-clientelare dei dispositivi che dominano l’industria culturale, non sopporta che a Scarpa capiti ciò che è accaduto a Saviano, ovverosia la possibilità  di diventare ricco e famoso attraverso la scrittura. Qualcuno addirittura( l’ho visto su uno dei blog che più stimo, quello di Georgiamada) ha criticato la comparsata di Scarpa da Marzullo. L’ho vista e mi è sembrato che Scarpa non assumesse nessun atteggiamento servile od untuoso nei confronti di Mr. Mediocrità. Anzi, mi pareva rilassato e sincero ( per quanto lo si possa essere in TV) come nelle rare occasioni in cui l’ho incontrato. Che cosa si voleva ? Che Scarpa ammazzasse in diretta Marzullo, realizzando così il vaticinio augurale che Scurati, sempre allo Strega di qualche anno fa, aveva rivolto a Vespa? Continua a leggere

Stabat mater: una vittoria inaspettata

stabat mater

Quella di Tiziano Scarpa è stata una vittoria inaspettata. Dopo un fotofinish al filo di lana, giocato su una guerra di nervi fino all’ultimo voto. Le camere a spalla che mostravano, lampi spietati di una diretta apparentemente tradizionale, i gruppuscoli degli amici della domenica intenti a compilare le schede, o a elaborare propri calcoli senza aspettare la lettura dei singoli voti da parte di Paolo Giordano, erano l’emblema di qualcosa di diverso. Non era più la cronaca di una vittoria annunciata. Né tantomeno di un esito largamente pronosticato, che peraltro era stato ribaltato nei mesi scorsi.

L’edizione 2009 del Premio Strega, invece di confermarsi quale esordio e suggello di apertura della stagione dei premi letterari nazionali, come suggerito da Franco Di Mare durante la diretta televisiva su RaiUno, si era trasformata in una sorta di action thriller della scrittura, in uno scontro tra due personalità. Tra due autori che, alle spalle, portavano con sé il proprio vissuto, le esperienze maturate in contesti radicalmente opposti. Con un denominatore comune che, al di là della tensione che si respirava durante lo spoglio degli ultimi trenta voti, emergeva in tutta la sua nettezza: il senso del ricordo di come eravamo, quando avevamo dieci, quindici anni. Continua a leggere

Funambolismi, innovazioni e terre di mezzo

Io mi imbarazzo quando leggo certe stroncature (come nei commenti dei blog) alle parole dei poeti; mi imbarazzo, arrossisco nel ricordare quante volte ci sono cascato (e ci casco) anch’io, penso a quello che scrive Raimon Pannikar nel libro Lo spirito della parola : “Il parlare è la manifestazione stessa, è la vita stessa dell’essere parlante, che è uomo, ed è nella sua espressione parlante che l’uomo si realizza…E’ la parola che crea perchè partecipa del soffio stesso dello Spirito.” E questo, a mio parere, vale anche per la parola scritta.
La parola spesso è interpretata come un medium tra l’uomo e il mistero del vivere, e la poesia è il trono della parola, è il mezzo per eccellenza per renderci partecipi dell’inesprimibile. Come in questi due versi di Cesare Viviani:
Ogni bagliore è luce dell’eterno
è riflesso del divino
.
L’altra faccia della parola (scritta) è la prosa, che non ha la potenza della poesia, è più difficile che consenta quella che Viviani chiama “la gioia delle soste,/ mentre passa in cielo come nuvola / la forza vitaleContinua a leggere

Intervista a Tiziano Scarpa, di Ade Zeno

scarpa

Uscito nell’autunno 2008 da Einaudi, l’ultimo straordinario romanzo di Tiziano Scarpa mette in scena la storia di Cecilia, giovane orfana confinata tra le mura dell’Ospedale della Pietà di Venezia in cui trascorre le giornate a suonare il violino, e le notti a scrivere lettere destinate a una madre mai conosciuta. Oscura e inquieta, la quotidianità della ragazza sembra destinata a esaurirsi negli incubi della sua anima persa e rassegnata, fino a quando l’arrivo di un eccentrico insegnante di violino chiamato Antonio Vivaldi solcherà l’inaspettato punto di svolta in grado di farle trovare la strada per la libertà. A pochi giorni dalla notizia della candidatura di Stabat Mater al Premio Strega, ripropongo la breve intervista che gli feci per Liberazione, pubblicata il 2 novembre 2008.


Continua a leggere