Sonia Caporossi e Giovanni Agnoloni su Connettivismo, Tolkien e altro

Intervista di Sonia Caporossi

Da Critica Impura

Siamo i Custodi della Percezione, Guardiani degli Angeli Caduti in Fiamme dal Cielo, Lupi Siderali. Un gruppo di liberi sognatori indipendenti. Viviamo nel cyberspazio, siamo dappertutto. Non conosciamo frontiere. Questo è il nostro manifesto.

                            (Dal Manifesto del Connettivismo)

Sonia: Una sorta di panteismo postorganico, o panorganesimo posteistico, che fonde la percezione animale con l’intero universo, con la sua scia energetica, con la sua sostanza quantistica indecidibile. Una sorta di fusione e abbandono generale al senso più riposto del proprio esserci, calandosi negli ariosi ed estatici inferni del tutto, nella goccia dell’oceano cosmico vero padre delle acque amniotiche che tengono a culla l’intera umanità, l’oceano di cui anche Osho parlava, insieme al Lem di Solaris, che non a caso l’aveva reso vivo e pulsante, in forma di pianeta senziente. Questa la mia prima ed immediata percezione del connettivismo come movimento innanzitutto filosofico ed esistenziale. Giovanni, mi potresti adesso dare la tua?

Giovanni: Direi che hai colto delle vibrazioni fondamentali della poetica connettivista. Il senso di appartenenza al tutto è la chiave del termine “connessione”, che peraltro ognuno di noi membri di questa avanguardia coglie da un suo specifico angolo visuale, tanto che recentemente Giovanni De Matteo ha sottolineato come, più che di “connettivismo”, sia opportuno parlare di “connettivisti”. Personalmente, eviterei di classificare la nostra esperienza artistica in senso panteistico o panorganico. Preferisco guardarvi come a una varietà di declinazioni della presenza della Fonte creatrice in tutto ciò che esiste. E questo è un tema presente in tutte le grandi tradizioni spirituali, compreso il cristianesimo, dove Dio è Padre e Madre, ma anche Figlio (dell’Uomo) e Spirito Santo, dunque compresente a tutto ciò che esiste nel mondo materiale. Lo spirito è coessenziale alla materia; è quanto di più concreto esista (come sottolineo anche in un mio articolo che presto uscirà nel numero 17 di NeXT, il bollettino ufficiale del movimento, per la rubrica HolYsTolk, gentilmente affidatami da Sandro Battisti). Ecco perché il mio approccio connettivista tende a concentrarsi sulle atmosfere dei luoghi, le energie degli oggetti, l’intuizione primitiva – e per questo non filtrata e necessariamente genuina – dell’identità di una persona; e sulla radice intuitiva della vera sapienza, che sgorga dal profondo, dal Sé, dall’emozione nuda e dalla ferita dell’anima. Continua a leggere

Tolkien a Milano e dintorni con Giovanni Agnoloni

Ecco i prossimi appuntamenti tolkieniani di Giovanni Agnoloni, a Milano e dintorni:

 

4 giugno – ore 19,30: premiazione “Premio Italia” (con “Nuova letteratura fantasy“, ed. Sottovoce, in finale come miglior saggio in volume), nell’ambito dei Delos Days, a Sesto S. Giovanni.

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Il destino della scrittura e la nascita di un mito letterario: “Gli Inklings”

Recensione di Giuseppe Panella

Humphrey Carpenter, Gli Inklings. C. S. Lewis, J. R. R. Tolkien, Charles Williams e i loro amici (trad. it. di M.E. Ruggerini) (Genova-Milano, Marietti 1820, 2011 – Collana “Tolkien e dintorni”)

C’erano una volta (tra gli anni Trenta e i Quaranta) gli Inklings, scrittori-professori-teologi e cultori della letteratura di genere: quasi tutti insegnavano al Magdalen College di Oxford, o a Oxford vivevano, come Charles Williams. Avrebbero scritto romanzi memorabili per i loro caratteri innovativi all’interno del genere da loro scelto non tanto per la qualità delle vicende raccontate quanto per l’innovazione profonda da essi apportate alla lingua inglese e al modello narrativo adottato. Tolkien diventerà famoso principalmente per Lo Hobbit del 1937, inizialmente concepito come un racconto per bambini, e soprattutto per il suo colossale seguito, Il Signore degli Anelli (1954-1955). Continua a leggere

“Nuova letteratura fantasy” di Giovanni Agnoloni finalista al Premio Italia

Il saggio Nuova letteratura fantasy (v. qui e qui) del nostro collega LPELSiano Giovanni Agnoloni (ed. Sottovoce) è fra i tre finalisti della categoria “Saggio in volume” del Premio Italia 2011, organizzato dall’Italcon (Convention Nazionale della Fantascienza e del Fantastico).

Presentazione di “Nuova letteratura fantasy” (con musica)

Sabato 5 febbraio, alle ore 17,00, presso la BiblioteCaNova Isolotto, a Firenze (via Chiusi, 4/3A), si svolgerà una nuova presentazione di Nuova letteratura fantasy di Giovanni Agnoloni (ed. Sottovoce). Interverrà il Prof. Giuseppe Panella, critico letterario e docente presso la Scuola Normale di Pisa, e parteciperà, con letture recitate di passi d’autore, l’attore e regista teatrale Carmine Arvonio, Presidente dell’Associazione Teatro I Camminanti, con l’accompagnamento musicale del flautista Matteo Romoli.

Manifesto presentazione

Tolkien. Schegge di Luce e vibrazioni di pensiero.

Recensione di Giovanni Agnoloni

Ritornare alla luce. Questo potrebbe essere lo slogan per sintetizzare il contenuto di questo mirabile saggio di Verlyn Flieger, Schegge di luce. Logos e linguaggio nel mondo di Tolkien, edito dalla Casa Editrice Marietti 1820 (2007), per la collana “Tolkien e dintorni” diretta da Emmanuele Morandi e Claudio Antonio Testi (che è anche autore della “Presentazione” dell’opera, con cui il volume si apre) (trad. di G. Bencistà e M.R. Benvenuto).

La Flieger, una delle massime studiose di J.R.R. Tolkien a livello mondiale, ci offre la chiave per comprendere il pensiero filosofico che sottende l’intero Legendarium del Professore di Oxford. Una filosofia che fa tutt’uno con la sostanza linguistica dell’opera del creatore della Terra di Mezzo. E che ha alle spalle il pensiero di un altro Inkling, non certo il più noto ma uno di quelli più influenti: il filosofo, poeta e critico Owen Barfield. Continua a leggere

In libreria “Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm”, a cura di Wu Ming 4

Dal sito dell’Associazione Romana Studi Tolkieniani

È in libreria la nuova edizione del testo di J.R.R. Tolkien Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm (Bompiani) a cura di Wu Ming 4. Oltre al testo di Tolkien, emendato da alcuni smaccati errori di traduzione presenti nella precedente edizione (Albero e Foglia, 2000), il libro contiene la traduzione italiana del poema breve La Battaglia di Maldon e un articolo monografico di Tom Shippey, massimo esperto tolkieniano vivente. Qui di seguito l’intervista al curatore (di Roberto Arduini), pubblicata su L’Unità del 21 dicembre 2010. Continua a leggere

“La falce spezzata” – Parte II

Recensione di Giovanni Agnoloni (continuazione di questo)

AA.VV., La falce spezzata – Morte e immortalità in J.R.R. Tolkien (Marietti 1820, 2009) (€ 22,00) (v. qui)

La sezione Logos della raccolta si apre col saggio di Franco Manni “Elogio della finitezza. Antropologia, escatologia e filosofia della storia in Tolkien”. Nella prima parte del saggio l’autore sottolinea come Tolkien, pur non avendo mai fatto espressi riferimenti a filosofi, manifesti delle evidenti derivazioni rispetto, in particolare, alla filosofia tomistica (ovvero a San Tommaso d’Aquino), nonché a Platone, Plotino e (come già ricordato) a Boezio. Questa ‘filosoficità non dichiarata’ degli scritti tolkieniani ricalca il tipico modo di svolgersi degli incontri degli Inklings, il gruppo di amici intellettuali con cui il Professore era solito incontrarsi a Oxford (in particolare, C.S. Lewis, Charles Williams e Owen Barfield, che – come ben illustrato da Verlyn Flieger in Schegge di Luce, che prossimamente recensirò – influenzò la concezione tolkieniana dell’interdipendenza tra mito e linguaggio), dove venivano toccati i più diversi argomenti, e dunque venivano affrontate anche questioni di natura filosofica. Sul piano antropologico, ribadita la centralità del tema della morte, nel legendarium tolkieniano, si sottolinea nuovamente l’importanza del “senso di perdita” (bereavement), nonché la non-platonicità (e la cristianità) dell’“Antica Speranza” degli Umani di ritrovare – oltre i limiti della morte – la possibilità di un’armonia tra spirito e corpo. Continua a leggere

“La falce spezzata” – Parte I

Recensione di Giovanni Agnoloni


AA.VV., La falce spezzata – Morte e immortalità in J.R.R. Tolkien (Marietti 1820, 2009) (€ 22,00) (v. qui)


Questa raccolta di saggi di argomento tolkieniano, a cura dell’Associazione Romana Studi Tolkieniani, con in testa il filosofo Claudio Antonio Testi, offre una pluralità convergente di angoli visuali su quello che Tolkien stesso, nel suo epistolario, definiva come il tema portante del suo legendarium, e in particolare del Signore degli Anelli: la morte, insieme all’immortalità – in realtà due facce della stessa medaglia, rappresentate, da diversi punti di vista e con diversi effetti, dalle due razze dei Figli di Ilúvatar, Elfi e Uomini, creati dalla mente di Eru (l’Uno, il Dio dell’universo tolkieniano) senza passare attraverso la Musica degli Ainur, le Intelligenze angeliche che diedero origine all’universo attraverso un coro ispirato da un tema lanciato dal supremo essere divino – come leggiamo in Ainulindalë, all’inizio del Silmarillion. Continua a leggere

Tolkien e i Cohabiters

Ovvero: il romanzo come incanto e comunità

Articolo di Wu Ming 4

(pubblicato per la prima volta su Endore – n°12, anno 2009, e in seguito su Carmilla e su Lipperatura)

Se vuoi la mia opinione, il fascino [del Signore degli Anelli] consiste in parte nell’intuizione dell’esistenza di altre leggende e di una storia più ampia, di cui quest’opera non contiene che un accenno. (J.R.R. Tolkien, lettera 151, settembre 1954)
Senza falsa modestia è stato lo stesso Tolkien a riconoscere uno dei segreti del proprio successo di pubblico. Da studioso della letteratura antica e medievale sapeva quale enorme attrattiva possa esercitare su chi legge l’ingresso in un mondo e in un’epoca sconosciuti. Nella sua opera ha infatti saputo rendere quella che Tom Shippey chiama la “beowulfiana impressione di profondità”, riscontrabile nelle grandi epopee letterarie. Continua a leggere

Noi speravamo che fosse lui…

Di Padre Guglielmo Spirito

Questi giorni febbrili – portarli alla foresta
dove fresche intorno al muschio strisciano le acque –
Dove l’ombra è l’unica cosa che devasti la quiete.
A null’altro che a questo sembra, a volte, che tutto si riduca.

Emily Dickinson
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Tra realtà e fantasia: intervista a Giovanni Agnoloni

Pubblichiamo qui l’intervista a Giovanni Agnoloni realizzata da Paolo Marzola e pubblicata sul suo blog, e in seguito su quello di Agnoloni. Glorfindel è l”alias’ tolkieniano di Paolo, mentre Kosmos è quello connettivista di Giovanni.

L’intervista verte sulle ricerche tolkieniane e di letteratura comparata di Agnoloni, oltre che, più in genere, sul suo rapporto con la letteratura e la scrittura. Viene dedicata particolare attenzione alle tematiche attinenti al movimento fantascientifico connettivista e al fantastico in genere (ma non solo). Continua a leggere

Tra blog letterari e Tolkien

di Giovanni Agnoloni

Sono felice di comunicarvi che, sul mio blog, potete trovare un frammento filmato di un mio intervento al College of Charleston, negli Stati Uniti, dove qualche mese fa ho parlato di La Poesia e lo Spirito e Nazione Indiana, svolgendo una riflessione sui blog letterari italiani e sulla strada per diventare scrittori in Italia, oggi.

Sullo stesso blog, potrete trovare altre clip sulle mie conferenze tolkieniane tenute in terra americana (presso la Penn State University e la Mount St. Mary’s University), nelle quali ho effettuato numerosi confronti tra passi del Professore di Oxford e brani di autori classici, anche italiani (Dante su tutti). E’ disponibile anche il testo italiano di riferimento. Continua a leggere

Gettysburg e dintorni: un viaggio tra Lincoln e Tolkien

Testo di Giovanni Agnoloni
Foto e video Giovanni Agnoloni e Agnieszka Moroz

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Da www.alibionline.it (dove sono disponibili altri video, degli stessi autori, relativi alle conferenze citate nell’articolo e alla città di Gettysburg)

L’America come un sostrato, un livello di base cui via via si sono aggiunti altri piani, coprendoli ma non sotterrandoli. Durante il viaggio in autobus da New York abbiamo visto grattacieli e motel, tralicci anneriti dalla ruggine sopra la ferrovia e campi aperti e spelacchiati. Abbiamo toccato Philadelphia, città della Costituzione, e dato un’occhiata alla sua Chinatown, vicina alla stazione Greyhound. Infine siamo approdati a Harrisburg, capitale della Pennsylvania, e il nostro amico, il Prof. Steven White della Mount St. Mary’s University, è venuto a prenderci. Abbracci, battute in italiano e una chiacchierata sulle nostre ricerche mangiando uno spuntino in un diner. Poi il tratto di strada fino a Gettysburg. Iniziamo a parlare delle conferenze sui miei studi su J.R.R. Tolkien, a cui sono stato invitato da lui e dalla moglie, che lavora nella Biblioteca del campus di Mont Alto della Penn State University. Continua a leggere

Il mercante di utopie, di Anna Sartorio

Recensione di Alberto Pezzini

Il mercante di utopie (La storia di Oscar Farinetti, l’inventore di Eataly) – Anna Sartorio – Sperling & Kupfer – pagg. 273 – euro 17,00

Questo è un libro scritto con dei sogni. Nel senso che Anna Sartorio ha usato qualcosa più simile ad una bacchetta magica che ad una penna. O ad un computer. Per i giri delle frasi, e per le parole che ci sono nelle pagine. Le parole, si sa, sono come pietre. Oppure rune dentro cui scavare e cercare un significato alternativo. Come guardarsi dentro un sogno, appunto. In un’altra dimensione. In uno specchio fatto di tradizione, colline, terra da mangiare quasi, e sogni. Oscar Farinetti non è persona normale. Nel senso che non è uomo di terra e basta. E’ uomo di nuvole, spiriti che arrivano da lontano, ed una dose enorme, ma enorme di fantasia. Accanto al fiuto terragno per gli affari c’è una zona molto profonda da cui Farinetti deve trarre le sue visioni. Nasce come elettrodomesticaro ma già con qualcosa che lo divora da dentro. Sartorio ci parla di una scimmietta che sta tutta una vita a cissare (in piemontese cissa chi ti tormenta) l’uomo, quasi fosse il suo daimon, un minuscolo spiritello capace di indirizzare Farinetti sempre verso nuovi lidi. E’ uno spirito inesausto il suo, che non si accontenta mai di dove è arrivato. Ricorre addirittura a dei binocoli ad infrarossi per cercare di bruciare la concorrenza. Continua a leggere