Tomas Tranströmer, Nobel del silenzio

di Saverio Bafaro

da Postpopuli.it

Tomas Tranströmer (da Wikipedia)

Poeta, psicologo e pianista, Tomas Tranströmer è l’ultimo Premio Nobel per la letteratura. L’Accademia di Svezia ha riconosciuto il merito al proprio compatriota perché «attraverso le sue immagini dense, limpide, offre un nuovo accesso alla realtà».

Tema centrale di tutta la sua poetica è senza dubbio il Silenzio. Dimensione fondativa e generativa, profonda meditazione agglutinatasi a partire da echi biblici (non è secondario ricordare la sua traduzione del Salterio) e passata attraverso molteplici influssi di cui solo i principali sono: i classici, i mistici medievali, i romantici, i simbolisti, i surrealisti, fino ad approdare alla lirica giapponese.

Il Silenzio è immagine ripetuta e sviscerata, ossessione pervasiva e creatrice, fuoco che ha la facoltà di mettere in relazione l’esteriore con l’interiore, motore che regola ogni movimento di partenza e di approdo della sua magnifica parabola artistica e umana. Da ormai 21 anni affronta un ictus che ne ha compromesso la motricità e la parola orale, consegnandolo ad uno strano caso in cui il pensiero espresso nelle sue pagine è consustanziale a quello che concretamente vive. Continua a leggere

Tranströmer, dal silenzio dell’estate groenlandese

[ovvero «i grandi riconoscono i grandi»: Claudio Magris scriveva questa presentazione dell’attuale premio Nobel per la letteratura il 28 gennaio 2004 sul Corriere della Sera. Eccola a voi. a.s.]

di Claudio Magris

La morte di Virgilio, il capolavoro di Hermann Broch, si conclude, dopo cinquecento pagine di monologo interiore del poeta agonizzante, con una parola che non si può dire perché è «al di là del linguaggio». La più grande letteratura moderna e contemporanea, come ha scritto George Steiner, si confronta col silenzio e spesso nasce dal silenzio; è una parola che si sporge sul ciglio dell’ indicibile, talora inabissandosi in queste tenebre come Euridice che Orfeo non riesce a riportare alla luce e talora strappando a questo tacere un estremo frammento di vita. Nulla che risucchia ogni espressione o grembo da cui nasce la creazione, il silenzio è talora pure il rifiuto della comunicazione falsa e alienata, la lotta contro la violenza della menzogna, la resistenza al disumano. Il cammino verso la terra promessa della poesia passa, per i contemporanei, attraverso il deserto del silenzio. Tomas Tranströmer è una di queste voci orfiche di una poesia estorta all’ineffabile, Continua a leggere