La sospensione fiamminga di Tranströmer e Vermeer

di Maria Grazia Calandrone

Se gli onestissimi svedesi hanno deciso, dopo ben 37 anni, di assegnare il Nobel per la letteratura a un connazionale è perché Tomas Tranströmer scrive versi come Nei mesi oscuri l’anima stava rannicchiata / e senza vita / ma il corpo veniva dritto verso di te. / Il cielo notturno mugghiava. Furtivi mungevamo il cosmo e siamo sopravvissuti. Vediamo che si tratta di un poeta ampio. L’ultima assegnazione a svedesi risale al 1974 e premiò lo stream operaio dei due scrittori autodidatti Eyvind Johnson e Harry Martinson. Il gesto fece scandalo perché entrambi erano membri dell’Accademia. E allora, doppiamente: se è stato ufficialmente valicato anche il peso di quella imbarazzante memoria è perché Tranströmer, dicono gli stessi Accademici, offre un nuovo accesso alla realtà. Ovvero, nelle parole spicce che amiamo, vediamo che si tratta di un poeta grande. Perché un grande poeta ri-crea un mondo in silenzio. Questo mondo che andiamo leggendo prima di Tranströmer non esisteva. Dunque leggi e pensi “questi sono i silenzi di Tranströmer” come penseresti “queste sono le donne di Vermeer”. Continua a leggere