Ore 23 e 40 (Triduo)


Se il giovedì santo è un pugno nello stomaco
vorrà dire qualcosa,
se il mal di denti si divora
l’ultimo sorriso, forse, vuol dire
che la morte ha finito di cenare
e viene a reclamarti
con la sua voce bassa
di cantante da locale notturno.
Io non mi do per vinto,
sono l’uomo dei dolori
che li conta a uno a uno,
li cataloga col piglio paziente
del botanico.
Non lasciarmi solo, Deus Absconditus,
aspettami alla prossima fermata
dove scende la speranza, che non paga
il biglietto ma la fa sempre franca,
al passaggio rapido del Controllore.

Sentinella

da qui

Vi saluto tutti qui. Non pensavo che il tempo potesse essere ingoiato dal tempo, senza lasciarti un osso. Spolpato vivo, trovo la casella della posta piena, ma non ho la forza di rispondere. Di risposte ne ho date tante, al dolore del mondo. Ci vorrebbe qualcuno che ascoltasse me, ma è tardi, sono tutti a letto. Quanto manca alla fine della Pasqua? Non lo so. Ma tu, ostinato, resisti.
Sentinella, quanto resta della notte?