Il preside e il vecchio pazzo

Umberto Saba-Vittorio Sereni, Il cerchio imperfetto. Lettere 1946-1954, a cura di Cecilia Gibellini, Milano, Archinto, 2010.

U. Saba

Umberto Saba

«Si erano incontrati la prima volta, fugacemente, nel 1939, in casa di Giansiro Ferrata. Ma è nel ’45, dopo un nuovo incontro in casa di Luciano Anceschi, che tra di loro nasce un’amicizia, da allora tenuta con lealtà per tanti anni, di cui questo carteggio è la luminosa prova»: così si apre la densa e informata introduzione di Cecilia Gibellini alla corrispondenza tra Umberto Saba e Vittorio Sereni, pubblicata da Archinto sotto il titolo Il cerchio imperfetto per le cure della giovane studiosa bresciana, già impeccabile editrice d’uno dei più bei carteggi dell’altro secolo, quello tra Antonio Pizzuto e Vanni Scheiwiller (Le carte fatate, Milano, Libri Scheiwiller, 2005).

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Che figura! L’anastrofe


Godere dell’inversione, del capovolgimento, dominare la scena mentre il mondo si ribalta, come S.Pietro in questa tela di Caravaggio, dove c’è una rappresentazione esemplare dell’anastrofe.
San Pietro è raffigurato in un momento particolare del suo martirio, mentre i serventi si affannano per sollevare la croce. Il genio del Caravaggio sta, anche, nello scegliere il momento da rappresentare. E la scelta cade sul momento che esalta il ribaltamento delle aspettative. Il momento in cui il corpo di S. Pietro sta per essere rovesciato, in una sorta di suggestiva anastrofe visiva, per la volontà dell’apostolo di differenziare la sua dalla crocifissione del Cristo. Continua a leggere