BCE, EURO, SCENARI: appunti – di CHRISTIAN MARAZZI

DA UniNOMADE

1. Il 2 agosto, la Banca Centrale Europea (BCE), malgrado le roboanti esternazioni del suo presidente Mario Draghi sulla difesa ad oltranza dell’euro di pochi giorni prima, ha in parte “deciso di non decidere”, almeno fino a metà settembre, quando la Corte costituzionale di Karlsruhe emetterà la sentenza sulla costituzione del Meccanismo di Stabilità Europeo (EMS), che si sostituirà all’attuale Fondo Salva-Stati, quest’ultimo dotato di 100 miliardi di euro, una cifra irrisoria per poter intervenire efficacemente contro gli assalti ai debiti sovrani dei paesi cosiddetti del Sud (ce ne vorrebbero 300 solo per salvare la Spagna). Questo significa che nelle prossime settimane, in mancanza di una autorità veramente in grado di “fare qualunque cosa per preservare l’euro”, i mercati saranno probabilmente soggetti a forti oscillazioni determinate dal “calcolo delle probabilità” sulla fuoriuscita o meno dall’euro di Spagna e Italia. La questione di fondo è: quanta sovranità i paesi del Sud sono di nuovo pronti a concedere per “tirare avanti” con i loro debiti crescenti? Continua a leggere

Ilva di Taranto. La fabbrica della paura – di Gianni Giovannelli

DA UniNomadE          

Il GIP (Giudice per le Indagini Preliminari) di Taranto, ovvero la dottoressa Patrizia Todisco, ha cambiato l’agenda politica e sindacale di fine luglio. Con una prima ordinanza ha sequestrato il più importante stabilimento siderurgico italiano e con una seconda ordinanza ha disposto l’arresto di otto dirigenti dell’Ilva (fra questi il mitico Emilio Riva, capo dell’impero, grande inquinatore). Sono 600 pagine complessive, precise, documentate, un atto d’accusa impressionante, fondato su perizie dettagliate, convincenti, oggettive, inattaccabili.
La dottoressa Todisco è riuscita (anche se non se lo era proposto, probabilmente) a ricomporre l’unità dei tre sindacati metalmeccanici; non avevano scioperato insieme per opporsi alla macelleria sociale organizzata dal governo Monti e dal ministro Fornero, ma si sono trovati subito d’accordo nel ritenere che sia logico (o almeno necessario) crepare di lavoro. Il ceto politico della sinistra democratica, dal canto suo, o tentenna o delira, abbandonandosi a considerazioni sconnesse o alla traccia di percorsi impossibili (lavorare e contemporaneamente risanare); sempre e rigorosamente senza affrontare il nodo delle sconvolgenti risultanze peritali. Continua a leggere

Benvenga maggio! Verso il Globalmay 2012

DA UNINOMADE

di ANDREA FUMAGALLI e CRISTINA MORINI

[…]”Oggi l’Agenzia del salvataggio delle banche fa arrivare una nuova richiesta: altri 400-500 miliardi di euro per rendere più solido il mercato creditizio), le politiche dei sacrifici imposte ai poveri hanno l’unico obiettivo di garantire e di assicurare il pagamento degli interessi sul debito e a incrementare ulteriormente il potere della finanziarizzazione sulle nostre vite. Per questo, in tutte le piazze, si lotta per il diritto all’insolvenza, la rinegoziazione e la parziale cancellazione del debito, soprattutto se illegittimo (default controllato), al grido “non un euro alle banche”. Continua a leggere

Lezioni americane — #2 : la scoperta del comune sulla East Coast

Da UniNomade

di ANNA CURCIO e GIGI ROGGERO

Il 25 aprile il debito studentesco raggiungerà negli Stati Uniti i mille miliardi di dollari. La bolla sta per scoppiare, sostengono molti. Dentro, come in tutte le bolle finanziarie, ci sono le vite di milioni di giovani e precari. Per costoro il debito è una forma di ipoteca permanente sulla costruzione del futuro e di canalizzazione del percorso di studi, ed è al contempo una cambiale realistica, ancorché perversa, per accedere ai bisogni sociali. Occupy Student Debt festeggerà il 25 aprile come giorno della liberazione dal debito, incontrandosi nell’ormai conquistata Union Square per marciare fino a Wall Street. In soli pochi mesi la campagna per la cancellazione del debito studentesco nata da Zuccotti Park può già misurare un primo importante risultato, cioè una breccia nel regime morale del capitalismo finanziario: inizia a incepparsi il dispositivo di individualizzazione e colpevolizzazione del debitore. Continua a leggere

Lezioni americane — #1 : Occupy May Day

Da UniNomade

di ANNA CURCIO e GIGI ROGGERO

Il Wall Street Journal non ha bisogno di tanti giri di parole per inquadrare la posta in palio della riforma del mercato del lavoro in Italia: abbiamo festeggiato il governo Monti pensando che potesse aprire una nuova epoca, simile a quella del thatcherismo in Inghilterra, e adesso non vorremmo essere costretti a ricrederci osservando le pastoie in cui il progetto è invischiato. Insomma, anche le mediazioni sociali più soft e accomodanti vanno tolte dai piedi. Ecco cosa significa quella credibilità dell’Italia invocata dalla sinistra. Il ringraziamento della comunità internazionale per essersi sbarazzati di Berlusconi è sinistro, non di sinistra. Continua a leggere

La riforma Fornero

Di GIANNI GIOVANNELLI (Su UniNomade)

Il disegno di legge governativo elaborato, dopo innumerevoli compromessi, dal ministro Fornero sarà esaminato dalla Commissione Lavoro del Senato a partire dal 18 aprile, in sede cosiddetta referente (e non deliberante, ovvero dovrà necessariamente passare al vaglio delle due Camere, con possibili modifiche: segnale questo, non equivoco, di un qualche conflitto, perché ove il tripartito che sostiene Monti fosse stato totalmente d’accordo si poteva procedere all’approvazione già in Commissione). La commissione è di 25 membri; ci sono tre sindacalisti di professione (e di lungo corso: Nerozzi, Troilo e Passoni), per il resto la rappresentanza imprenditoriale domina la scena (anche nel PD: Ichino è un avvocato delle grandi aziende; Rita Ghedini è una funzionaria di vertice delle cooperative emiliane; Adragna e Blazina sono dirigenti). Non potevano mancare in un simile consesso un vecchio industriale come Pininfarina, il consueto Sacconi e la mitica Rosi Mauro. Interessante è sapere chi siano i relatori nominati: Tiziano Treu (consulente datoriale oltre che professore) e Maurizio Castro (abile ed esperto dirigente d’azienda, la controparte storica dei lavoratori nelle trattative cui partecipava prima dell’elezione). I lavoratori italiani non possono certo dormire sonni tranquilli, fra le grinfie di costoro! Continua a leggere