Il segreto

Gesù, nel Vangelo, lo spiega in tutti i modi: il segreto è l’unione, la fiducia. Noi, invece, siamo quelli che diffidano, che partono per un paese lontano, come il figlio prodigo. Salvo ritrovarci, puntualmente, nella carestia. Chissà se prima o poi ci lasceremo convincere. “Riversati in me”, dice il Cristo alla Bossis.

Uno specchio

Chi abbiamo nel cuore? Se l’essere è relazione, tutto dipende da qui. Se poi la relazione fondante è quella con Dio, la soluzione al problema della vita è avere nel cuore Gesù: cos’è mai un anima che lo ignora o lo disprezza? Ci vorrebbe davvero uno specchio per le anime, più utile di quello per i corpi. Un’anima senza Dio spaventerebbe, e sarebbe l’inizio di quella che il Vangelo chiama conversione.

L’incontro

L’incontro: t’immagini, quando finalmente lo vedremo? Potremmo dirgli ciò che sempre abbiamo avuto nel cuore, le parole che per una vita ci sono rimaste sulla punta della lingua. Potremo abbracciarlo, baciarlo, toccargli il lembo del mantello, come la donna malata di perdite. Anche noi siamo malati di perdite: ogni istante senza Lui è perdere qualcosa di unico e prezioso. Maranatha, vieni, Signore Gesù, guardiamoci negli occhi, non lasciamoci mai, per i secoli dei secoli.

Ogni istante

Gesù ha voluto rimanere tra noi, essere preso tra le mani, mangiato, bevuto. Ci ama tanto da non voler far pesare la sua assenza, in questo accordo perfetto fra interno e esterno che è l’Eucaristia. Non gli vogliamo più bene, se pensiamo a questo? Anzi, non lo amiamo di più? Il Corpo e il Sangue di Cristo ci invitano a vivere ogni istante con amore, così come ha vissuto Lui.

L’unione delle anime

Gesù ama l’unione delle anime, che è una forma di carità. Quando gli affidiamo qualcuno, come potrebbe restare indifferente? È bello sapere che, almeno in parte, le anime non siano abbandonate anche per noi. Il Cristo non vede l’ora di venirci incontro, di esaudirci. È fatto così, anche se fatichiamo a rendercene conto.

Resta con Me

C’è un’espressione dei discepoli di Emmaus che rappresenta la premura che l’uomo può avere con Gesù: resta con noi, perché si fa sera. Ma dimentichiamo che il Cristo dice a ognuno di noi la stessa cosa: resta con Me, mio piccolo figlio, mia piccola figlia. Quasi ci supplica di lasciarci salvare, in questo modo.

Il panno

Qui è l’amore: nel pensare alla felicità dell’altro. Le parole di Gesù alla Bossis sono semplici e profonde. La verità emerge come da un abisso e splende nella sua compiutezza. C’è l’invito a non contare sulle soddisfazioni personali, a centuplicare i desideri nascondendo la povertà sotto “il panno miserevole e sanguinante” che misero addosso al Cristo per schernirlo da Pilato. Non contiamo su di noi, ma su ogni mezzo che ci avvicina a Gesù: così, un passo dopo l’altro, arriveremo alla meta.

Lui e io


Io sono amato. Gesù confida alla Bossis che la sua passione è prova dell’altra sua passione, quella che nutre per noi. Dovremmo essere sconvolti da questa coscienza: “Lui e io; sono Io e te: in te”. Questo cambia la vita, e basta crederci: ci sarà fatto così come crediamo. Lui e io: cosa posso mai desiderare, più di questo?