Tra gli Angeli e l’Io: intervista a Igor Sibaldi

Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni

Igor Sibaldi è uno scrittore e traduttore che unisce in sé molte diverse strade. Nato a Milano nel 1957, è un esperto di slavistica, e ha tradotto e curato l’edizione italiana di numerosi classici della letteratura russa. Ma è anche teologo ed esperto di storia delle religioni. In questo campo, ha pubblicato numerosi saggi che trattano il tema del rapporto dell’uomo con la dimensione dello spirito e con i principi fondamentali della tradizione giudaico-cristiana. RicordiamoI maestri invisibili(ed. Mondadori), Il mondo invisibile (ed. Frassinelli), ma anche Il frutto proibito della conoscenzaL’arca dei nuovi maestri (sempre editi da Frassinelli), e poi Il codice segreto del Vangelo. Il libro del giovane Giovanni (ed. Sperling & Kupfer), Il libro degli angeli(ed. Frassinelli) e l’ultimo uscito, il Libro della personalità(ed. Frassinelli). Continua a leggere

La parola, un viaggio faustiano da Dreyer a Bohr.

di Antonio Sparzani
scena dal film Ordet, di C. T. Dreyer

V’è chi sostiene che uno degli agenti importanti del passaggio evolutivo – il grande balzo in avanti – dalle cosiddette scimmie antropomorfe alla specie Homo Sapiens sia stata la possibilità sviluppatasi in quest’ultimo di articolare suoni complessi, possibilità fornita da un’essenziale modificazione dell’apparato fonatorio, laringe, lingua e muscoli connessi. Sviluppo che ha reso possibile, nel giro di qualche migliaio di anni, la comparsa del linguaggio complesso come oggi lo conosciamo. Io non mi propongo minimamente di discutere questa congettura, proposta appunto come tale ad esempio da Jared Diamond in Il terzo scimpanzé (Bollati Boringhieri, Torino 2006, II ediz., cap. 2), ma la nomino per dare l’abbrivio a un flash sull’importanza della parola e sui pericoli connessi con il suo uso disinvolto da parte della specie uomo. Ovvero, le conquiste della specie, ancorché importanti e straordinarie, possono essere anche usate in modo assai negativo. Esempi a iosa, fisica atomica e bomba ecc.

A me interessa qui un filo solo, una citazione, un’intuizione, tra le innumerevoli, presenti nel Faust di Goethe, nel primo Faust. E precisamente il momento in cui egli, dopo la passeggiata iniziale con Wagner, entra nello studio col can barbone – che si trasformerà di lì a poco in Mefistofele –, apre un gran volume e comincia a leggere:

« Sta scritto “In principio era la Parola!” Eccomi già inceppato! Non posso proprio dare alla “parola” una sì grande dignità. Devo tradurre altrimenti; e se ben m’illumina lo Spirito, ecco che sta scritto: “In principio era il Pensiero”. Medita questa prima riga, non aver troppa fretta! È poi proprio il pensiero che tutto opera e crea? Forse dovrei scrivere “In principio era la Forza”. Ma già mentre traccia questo vocabolo, qualcosa mi ammonisce che non mi arresterò lì. Ed ecco che lo Spirito m’illumina, ecco ch’io ci vedo chiaro. Appagato scrivo finalmente: “In principio era l’Azione”.» Continua a leggere