SUL TAMBURO n.5: Vanni Santoni, “Muro di casse”

Vanni Santoni, Muro di casseVanni Santoni, Muro di casse, Roma-Bari, Laterza, 2015

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di Giuseppe Panella

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Che cos’è un rave party e perché ha contato tanto per la cultura giovanile degli anni zero del nuovo millennio (e non solo per coloro che allora erano ventenni in cerca di facili emozioni)?

Vanni Santoni cerca di spiegarlo esaurientemente nel suo intenso e compatto Muro di casse che si presenta non tanto come un saggio documentario su quel periodo quanto come un docu-romanzo (se mi è permesso di usare questo apparente neologismo) in cui diversi personaggi raccontano le loro esperienze sul campo e il significato che hanno avuto per loro, spesso appoggiandosi alla non moltissima letteratura secondaria esistente (soprattutto al magnifico Saggio sulla transe di Georges Lapassade1) e trasformando la trama dei loro ricordi e sensazioni in una sorta di tessitura verbale fitta e spesso allucinata. Eccone un esempio. Chi parla è Iacopo che rappresenta nel testo la memoria sensoriale (il capitolo si intitola Iacopo – I sensi):

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“TERRA IGNOTA”, FANTASY E DINTORNI. INTERVISTA A VANNI SANTONI

di Giovanni Agnoloni

L’anno scorso intervistai Vanni Santoni su Postpopuli in occasione dell’uscita del primo volume della sua trilogia fantasy, Terra ignota – Risveglio.

Dopo la pubblicazione, sempre per Mondadori, del secondo atto della serie, Le figlie del rito, ci ritroviamo qua a parlare di fantasy e non solo.

Col secondo atto di Terra ignota, prosegue la tua saga fantasy. Quali le note salienti del tuo approccio al genere, in particolare in questo sequel?

1-TI2cover_bigQuando mi sono approcciato al fantasy, avevo ben chiara l’idea di quello che intendevo fare: da un lato un grande romanzo postmoderno che includesse quanti più possibili riferimenti al “canone” fantastico occidentale (sia alto che basso); dall’altro, un romanzo popolare, avventuroso, di intrattenimento, che rispettasse le regole proprie del genere. Di Terra ignota è già stato scritto molto, e molte sono le definizioni che ne sono state date: “fantasy puro”, “action fantasy”, “fantasy postmoderno”, “shonen”; alcuni hanno parlato di “fantasy classico” e altri di “fantasy atipico” (definizioni apparentemente opposte), e anche di “fantasy per letterati”, o di “ponte tra fantastico colto e fantastico popolare”. In realtà credo che siano tutte etichette sensate, a seconda della prospettiva da cui si guarda al testo. Continua a leggere

“STALIN + BIANCA”, DI IACOPO BARISON

Recensione di Giovanni Agnoloni

Iacopo Barison, Stalin + Biancaed. Tunué

Stalin + BIancaIacopo Barison è uno scrittore giovane – non ho mai sopportato l’espressione “giovane scrittore” – e Stalin + Bianca è il suo romanzo d’esordio: la storia di un ragazzo e una ragazza – dove lui, Stalin, è chiamato così per via dei grandi baffi – in un mondo grigio e squallido. La scrittura di Barison, è tersa e asciutta, e scende all’osso delle cose. Un osso dove non c’è più niente da spolpare. L’orizzonte esistenziale suo e di Bianca è privo di qualsiasi speranza, e anche le aspirazioni vi si sono rapprese, schiacciando i due protagonisti (e anche il “non protagonista” Jean, relitto umano che vive di frequenze televisive e loschi traffichetti) su un presente in cui la consapevolezza è solo l’ombra fossile di un ricordo. Continua a leggere

I LIBRI DEGLI ALTRI n.75: Frammenti, personaggi, insussistenze. Vanni Santoni, “Personaggi precari”

Frammenti, personaggi, insussistenze. Vanni Santoni, Personaggi precari, con una postfazione di Raoul Bruni, Roma, Voland, 2013

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di Giuseppe Panella

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In tempi di precariato diffuso e considerato come una condizione ormai insuperabile e senza possibilità di uscita da essa fors’anche da quegli stessi che la subiscono impotenti e attoniti (e come potrebbero fare altrimenti in una situazione di crisi permanente com’è quella che stiamo tutti vivendo?), anche i personaggi narrativi rischiano di fare la stessa fine. Continua a leggere

“PERSONAGGI PRECARI”, DI VANNI SANTONI

di Giovanni Agnoloni

PersonaggiPrecari-300Definire “raccolta di aforismi” o magari di “epigrammi” i Personaggi precari di Vanni Santoni è una tentazione formale, visto che la forma, con accettabile approssimazione, è appunto questa.

Però no. Questo accumulo lungo anni di piccoli scorci/squarci di vita, di cui in questo volumetto edito da Voland troviamo una selezione, è un realtà un insieme di micro-romanzi, perché in ciascuno di essi c’è tutta una vita, per rifarsi alla nota definizione del romanzo di Elsa Morante. Sono istantanee impietose, spesso caustiche e a volte comiche e paradossali, e in ogni caso assolutamente oneste. Mettono a nudo attimi privati – che spesso sono quelli dei quali più ci vergogniamo – destinando loro tutto lo spazio di una puntuale ed esaustiva attenzione.

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“SELEZIONE NATURALE”: GIOVANI SCRITTORI E CONCORSI LETTERARI

di Giovanni Agnoloni

copertina-selezione-naturaleSelezione Naturale è una raccolta di racconti a cura di Gabriele Merlini da poco uscita per la casa editrice Effequ. Si tratta di un’interessante proposta antologica, con contributi di autori giovani della scena fiorentina e del resto della Toscana, quali lo stesso Merlini, Vanni Santoni, Gregorio Magini, Alessandro Raveggi, senza dimenticare il poeta Marco Simonelli – qui presente in veste narrativa, come anche l’artista visuale Francesco D’Isa –, il critico e traduttore Valerio Nardoni e Collettivo Mensa, che è un gruppo di tre autori lucani che hanno anche dato vita a un’omonima rivista.

Filo conduttore dei racconti, i concorsi letterari, con le loro illusioni e i loro inganni, e le vite che si srotolano loro attorno, fotografando in un’istantanea spesso malinconica, ma a volte dai tratti comici e paradossali, le vite di scrittori che cercano di entrare nel difficile mondo delle Lettere.

La lettura, vivace e divertente, è infatti intrisa di un senso di amarezza latente, che serve quasi da monito per chi cerca di ritagliarsi degli spazi attraverso iniziative che, purtroppo, spesso si rivelano più aleatorie che altro.

Ho avuto il piacere di intervistare il curatore Gabriele Merlini. Continua a leggere

“IN TERRITORIO NEMICO”: LA SCRITTURA INDUSTRIALE COLLETTIVA A FIRENZE

di Giovanni Agnoloni

“Vanni Santoni, Gregorio Magini e la Scrittura Industriale Collettiva”

da Postpopuli.it

Vanni SantoniIn territorio nemico, un romanzo sulla Resistenza edito da Minimum Fax con ben 115 autori, riuniti in un’équipe di “Scrittura Industriale Collettiva” (“SIC”). Il progetto è stato ideato e coordinato da Vanni Santoni (Gli interessi in comune, Feltrinelli; Se fossi fuoco, arderei Firenze; Laterza, Tutti i ragni, :duepunti) e Gregorio Magini (La famiglia di pietra, Round Robin).

La storia è quella di tre giovani che, a partire dell’8 settembre 1943, l’assurda situazione di un’Italia lacerata dall’armistizio costringe a restare lontani tra loro, nonostante i legami che li uniscono. Si tratta di Aldo e Adele, giovani sposi, e del fratello di lei Matteo.

La diserzione, la lotta partigiana, la via della clandestinità diventano sentieri nascosti per uscire dalla selva dell’orrore e della disperazione, mentre la morsa del regime non cessa di spaventare. Continua a leggere

I LIBRI DEGLI ALTRI n.27: Guida sentimentale di Firenze. Vanni Santoni, “Se fossi fuoco, arderei Firenze”

Vanni Santoni, Se fossi fuoco, arderei FirenzeGuida sentimentale di Firenze. Vanni Santoni, Se fossi fuoco, arderei Firenze, Roma-Bari, Laterza, 2011

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di Giuseppe Panella

 

“S’io fossi foco, arderei Firenze”, canta De Andrè parodiando un celeberrimo sonetto del poeta maledetto ante litteram Cecco Angiolieri. E’ proprio nel cuore della narrazione della città che si situa questo episodio. E’ il personaggio di Annabel, un’annoiata, scostante e un po’ tanto disperata figlia della Firenze benestante e massonica, che si incanta a guardare le lucciole nel boschetto di Villa Strozzi mentre in lontananza, dalla Limonaia, si sente la voce di De André che canta assorto e un po’ appannato il testo di Cecco Angiolieri. Ma Firenze non va a fuoco nonostante le scintille della prima parte (forse la più intensa) del libro.

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“Zoo – Scritture animali”, una collana innovativa

Recensione di Giovanni Agnoloni

Una collana a sé, nel mondo editoriale. “Zoo – Scritture animali”, di :duepunti Edizioni, ha per filo conduttore, appunto, gli animali. Curatori, Giorgio Vasta e Dario Voltolini. Vi sono ospitati scrittori di pregio, come Giuseppe Genna, Giulio Mozzi, Nicola Lagioia, Fulvio Abbate e, last but not least, i due di cui ci occupiamo oggi: Marino Magliani e Vanni Santoni, autori rispettivamente de La ricerca del legname e Tutti i ragni.
I due libri, piccoli e trascabilissimi, come tutti i “capitoli” di questa collana, hanno un elemento in comune – sia pur in sensi diversi –: la discesa nel profondo. Continua a leggere

Personaggi precari – due

di Vanni Santoni

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Sofia

Quando deve partire, Sofia fa la valigia il giorno prima, e giá due-tre ore prima del treno o del taxi, é ferma paralizzata sul divano, giá pronta, col cappotto chiuso e il profumo che sale e le scatena il mal di testa.


Edoardo

Edoardo smadonna ad alta voce e sussurra tra sé:
– Come sto bene da solo!
Poi fa un respiro profondo, bestemmia di nuovo e ringhia:
– Non é vero, non é vero, non é vero.

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