Collezione unica

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Dunque. Dolce & Gabbana la pensano così: sono gay e non posso avere un figlio; non si può avere tutto, dalla vita; ci sono cose non modificabili, e una di queste è la famiglia. Nasciamo da un padre e da una madre: è un atto d’amore, irriducibile ai cataloghi o alla chimica.
Un’opinione rispettabile, un punto di vista fra i tanti che si sentono o leggono in giro per il mondo. Ma il pensiero unico reagisce: bisogna boicottarli. Non possono parlare così. Devono pensarla come noi. Fare la fine di Barilla.

Intervista a Guido Michelone su Vasco Rossi

THE COMPLETE VASCO ROSSI copertina 2
di Pietro Soave

Sabato 8 ottobre, all’Auditorium San Luigi di Trani, Vittoria Chiarenza e Guido Michelone parleranno del loro libro The Complete Vasco Rossi (edito da Barbera di Siena), in occasione dei festeggiamenti per il nuovo album del cocker italiano, partiti dalla Puglia nei giorni scorsi, con la presentazione del Cd Vasco. Sono innocente a Bari. Di The Complete Vasco Rossi parliamo con uno dei due autori, in esclusiva per La Poesia e lo Spirito. Continua a leggere

65. Ogni volta

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Una cosa unica, non accadrà mai più: se perdi il treno, il prossimo sarà in un’altra vita. Sei immobile, non dici una parola. E’ lì vicino, sembra che faccia un leggero movimento per vedere se hai voglia di parlare, se il mutismo si sciolga in qualche confidenza, in uno sfogo. Continua a leggere

57. L’ultima parola

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La notte è piena di luci, stelle che s’inseguono come anime in pena, oppure innamorate, perché l’amore è sempre anche una pena, un dolore immedicabile, una ferita che si apre nella corteccia dura del mondo, nell’insensibilità della gente che critica e giudica, nel coltello che affonda nella piaga, nell’assenza di pietà che segna il mondo con un marchio indelebile, di cui ci si vanta al bar, nelle chiacchiere tra amici, nella perdita di tempo che è la vita. Continua a leggere

54. La stessa cosa

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E’ arrivato in ritardo. Lei è già seduta, la sigaretta accesa, si può fumare? Fuma e basta, come ha fatto sempre. La sala è piena di luci, trick e track, accendini oscillanti che paiono comete, occhi di gatto capaci di far cadere in trance. Continua a leggere

26. Il disegno

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Dovresti descriverla sul letto sospeso, tra il sonno e la veglia, col viso d’angelo che non diresti mai capace di ammazzare; indovineresti i suoi pensieri, la lotta tra l’abbandono fiducioso e la resistenza orgogliosa all’impulso di parlarti, di baciarti. Continua a leggere

6. Winston blu

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Una traccia ce l’ha, Amerigo: Futura è pazza di Vasco. E’ convinto di poterla incontrare in un concerto, perché la musica è un filo dove ci si trova, prima o poi. Basta seguire le note, le voci che s’intrecciano, il fumo delle canne, l’odore dei fiaschi, i frammenti di emozioni che scavano solchi in cui viaggiare, fuggire dai manuali di anatomia patologica: è la musica che guarisce dal male che ci portiamo dentro, nella trappola del corpo. Continua a leggere

92. L’angelo custode

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Ti sta facendo il lavaggio del cervello: tra moschee, comizi, riunioni clandestine, piani per portare a termine l’attentato perfetto, e poi Allah, a colazione, pranzo e cena, non sai più cosa pensare e cosa dire. Possibile che ti ritrovi ancora una volta nei pasticci? A chi rivolgersi per capirci qualcosa, nella vita? Ripensi all’uomo col soprabito scuro: che fine ha fatto? Dove ritrovarlo? Sei la vittima di un marchingegno incomprensibile, l’unica certezza è il legame con Fausto, anche se è solo un egoista, ma è l’unica porta a cui ti senti di bussare. Se l’azienda saltasse, anche l’ultima spiaggia svanirebbe. Come puoi impedirlo?
Allora, ripassiamo. Alle due di notte usciamo con la borsa piena di esplosivo. Continua a leggere

60. Urla

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La divisa blu, il berretto con visiera, il cinturone e le custodie per pistola e cellulare, gli occhiali scuri che cancellano intenzioni e sentimenti, ma è facile intuire che accadrà, uno spintone a Myriam che cerca di fermarli, un altro a Yehochoua, che ha fatto in tempo ad alzarsi ed è già a terra, le sedie volano in un angolo, il tavolo in legno è rovesciato, è chiaro l’obiettivo, come animali che annusano la preda, Chochana, che ai due bruti appare un boccone prelibato, la pelle liscia, i polpacci affusolati, le cosce sode da donna abituata a camminare, i seni generosi. Continua a leggere

40. Deviazioni

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E’ martedì. Una signora si ravvia i capelli, un ebreo ortodosso procede a passo svelto nascosto dalla barba, un ragazzo con lo zaino si volta indietro, incuriosito da qualcosa. I palazzi di fronte sembrano fortezze della Legione straniera, con pietre beige e finestre-occhi stanchi di vegliare. Continua a leggere

12. Promontorio

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La stanza è moderna: l’armadio è una linea curva che protegge l’intimità del letto, sospeso da terra come un ponte sopra il nulla; il colore prevalente è il bianco, interrotto dal marrone-daino della tenda, della coperta imbottita e il comodino con la sveglia, un libro e il posacenere. Continua a leggere

9. Colori

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I colori sono il giallo delle brassiche selvatiche – raccolte in macchie sparse fino all’orizzonte -, il verde dei prati interrotto dall’argento degli arbusti, l’ocra del sentiero che si allunga zigzagando, il verde di querce, pini e tamerici, il bianco del tetto della fabbrica che riflette un raggio di sole sfuggito allo sbarramento delle nuvole, l’azzurro del lago e l’ardesia di colline che sfumano dove il cielo tocca terra e impedisce di pensare che la materia sia l’ultima parola. Continua a leggere

48. A volte ritornano

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Lasciandosi alle spalle il cespuglio di lentisco, Simone Vangelis è soddisfatto: se avesse sparato di nuovo, si sarebbe rovinato. La rabbia, per ora, prende un’altra direzione: ha saputo che Brice si è salvato e giace in un letto dospedale, Continua a leggere

43. Concerti

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Cesare sta studiando il carteggio fra Teodora e Cavedagna, da cui emerge l’assenza di un disegno preordinato: i due si affidano alle intuizioni del momento, all’ispirazione frammentaria, ai colpi di coda del destino. Continua a leggere

24. Senza parole

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La facciata della fontana è la scenografia di un palcoscenico: appare, dalla finestra di Marco, come una lastra sottile di polistirolo o di cartone, pronta a lasciare il posto a un’altra immagine. Ora è una macchia gialla contro il cielo di notte, ogni istante è una medaglia a due facce in cui convivono gioia e dolore, angoscia e desiderio. Continua a leggere

22. Qualunque storia

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Il rumore del cerchione che raschia sull’asfalto è inconfondibile; anche la sensazione di ferita ingiusta, di ribellione non solo contro il chiodo innocente, lasciato lì da una mano improvvida o maligna, ma contro la strada che dissimula l’insidia, il netturbino che non spazza con coscienza, il controllo latitante del Comune, il Ministero impegnato in altri affari, l’Occidente distratto dai consumi, il pianeta avviato alla catastrofe, l’universo che esplode in un’entropia senza rimedio, Dio che ti perseguita, il nulla come sbocco ultimo di ogni corsa pensabile o possibile. Continua a leggere

14. Discussioni

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Teodora discute a voce alta. Davanti a lei c’è una donna col volto solcato dalle rughe, capelli biondoscuro intrecciati e accavallati come i guai che la tormentano; la camicia ha un collo largo e grigio che si apre sul petto e confina con un maglione nerofumo, le braccia scoperte quasi fino al gomito, le mani giunte rivolte verso il basso. Continua a leggere

59. Irish pub

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Nonostante il biglietto ricevuto, Saulo decide di recarsi lo stesso da don Faber. Il tom tom lo guida, dal Raccordo, all’uscita dell’Eur, dove fa un giro complicato di cui non ricorda già più nulla; prende la Cristoforo Colombo, costeggiando una campagna in via di estinzione divorata dai palazzi di una speculazione edilizia che, s’intuisce, non ha limiti né regole. Giunto nelle vicinanze di Acilia, si meraviglia della sproporzione fra l’agglomerato urbano e l’insufficienza della rete stradale che lo serve: il traffico è intasato, gli automobilisti isterici, pronti a insultarsi e a incolparsi vicendevolmente. Continua a leggere

41. Straccio

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Leopoldo è più perplesso che mai: Saulo Cioccolati, che sembrava possedere un segreto in grado di sciogliere i nodi della storia, è stato ingoiato dalle fogne e non ne è più riemerso. Di Maria non c’è più traccia: l’ultima volta l’hanno vista in compagnia di uno scrittore con un diario infantile ritrovato a decenni di distanza dalla sua composizione. Giulio da Padova è invischiato nella neonata bottega di scrittura. Leopoldo ha nostalgia di quelle apparizioni che, per quanto inconsistenti, sembravano arricchirlo e sostenerlo nelle esigenze più profonde. Decide di tornare al pub. La ragazza con lo straccio fa la faccia offesa, perché era tanto che lui non si vedeva.
Non ce l’abbia con me, non immagina quante ne ho passate.
Pensavo ci avesse tradito con un locale alternativo.
– Sono fedele al mio ruolo, come tutti i personaggi. E come loro, torno sempre sul luogo del delitto.
Ricomincia con le sette birre?
E perché no? Ho fatto tutto il giro e ho capito: il mondo si legge all’incontrario.
Mi sembra di averlo già sentito.
E’ una battuta di un libro di Calvino, in cui s’incrociano i destini.
Vorrei che il mio destino s’incrociasse con qualcuno.
A chi sta pensando?
Anch’io ho letto un libro di Calvino: c’è una suora che scrive la storia e nel finale fugge con uno dei personaggi principali. In fondo, anch’io sto ascoltando un racconto: non potrebbe succedermi lo stesso?
E a quale personaggio pensa?
Di tutta la storia, ne conosco personalmente solo uno.
– Leopoldo arrossisce all’improvviso: guarda fisso lo straccio bagnato che la ragazza tiene in mano e si identifica a tal punto con l’oggetto che sviene, sbattendo la faccia contro il tavolo.

32. Dossier

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Il conte Littorio Scheltri Dell’Armadio indossa una giacca nera e una camicia bianca con ampio colletto. Si sta dando da fare intorno a un uomo visibile di spalle, seduto, con una specie di casco asciugacapelli sulla testa. Cappellacci e Borgovecchio, dalla soglia, chiedono a cenni se possono far entrare la scrittrice. Il conte annuisce, e continua ad armeggiare intorno al copricapo.
Buonasera: sta per assistere a un esperimento interessante. Il critico Pierino dovrà stendere un decalogo di scuola di scrittura; in realtà, è assolutamente refrattario a un’operazione come questa. Sto cercando le condizioni adatte perché possa sbloccarsi e rispondere al quesito anche contro il suo volere. Continua a leggere