Il pescatore di scorfani calcistici

di Franz Krauspenhaar

Non assisto alla disfatta di Lippi contro la Slovacchia. Ho capito da tempo che la squadra azzurra non avrebbe fatto strada, e provo per la Nazionale, da tempo, una sorta di sorda inimicizia, di digrignante antipatia. Il presuntuoso “Paul Newman” del caciucco-sport dice di non aver lasciato fenomeni a casa; di certo ha lasciato in Italia i migliori, come Cassano. Su Facebook, la seconda casa di parecchi – me compreso – lancio frasi a effetto sull’argomento, come “Lippi lippi bau bau”, “Credo che un Lippi così non ritornerà più”, “Finalmente Lippi è pronto per la sua nuova carriera di Capitan Findus”, ecc. Sono frasi tristi, in fondo, che fanno comunque risaltare, nella parte del cattivo dello spaghetti western, un personaggio di infinito squallore, l’epitome dell’italiano medio, dell’ex bagnino della Versilia  -posto che ho sempre trovato abbastanza  triste e freddo, nonostante le attrezzature balneari – che fa fortuna fuori, l’ex bel ragazzo dal piglio deciso – che lo sappiamo, in ogni italiano veramente medio si nasconde un Mussolini magari d’altra taglia, come l’allenatore biancocrinuto – che sfonda con la furbizia e un certo rigore nell’impegno. Continua a leggere