Parlare di politica? 0.2

Sì, se ne parla ancora. Aggiornando alcune precedenti considerazioni. E cominciando a dire che fra ciò che si agita oggi in Italia nella cronaca politica, uno degli oggetti più interessanti in cerca di posizionamento è l’associazione di Luca Cordero di Montezemolo. Questo per due motivi:

1. Mi pare che sia la cosa più vicina a un tentativo di riaggregazione dei ceti e interessi finanziari e industriali che negli ultimi vent’anni hanno affidato, con poche eccezioni, la propria rappresentanza politica al partito di destra e che stanno ora assistendo preoccupati alla sua decomposizione.
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Il Capitano Mario (XXXIII)

di
Maria Frasson

(puntate precedenti: I, II, III, IV, V, VI, VII, VIII, IX, X, XI, XII, XIII, XIV, XV, XVI, XVII, XVIII, XIX, XX, XXI, XXII, XXIII, XXIV, XXV, XXVI, XXVII, XXVIII, XXIX, XXX, XXXI, XXXII)


VICENZA

Vicenza è una città molto bella, incastonata fra le Prealpi e la collina ricca di invenzioni paesistiche.

Io la conoscevo da quando studiavo a Padova, all’Università; per Mario invece e per le nostre figlie fu un incontro nuovo che destò un comune interesse, non superficiale, di conoscere l’intima essenza dei luoghi e delle cose e l’anima della gente, nel suo globale vissuto, forgiato dalla storia. Dire Vicenza vuol dire Palladio perché in ogni via del centro palazzi case chiese torri ne riecheggiano il nome che risuona nel mondo. Punto di riferimento obbligato per architetti che operano non solo in Europa, ma anche in America e altrove: proposta dell’architettura degli antichi per l’uomo moderno. In ogni via del centro ci si trova davanti ad edifici palladiani di gran mole, ma stupisce che appunto quelle strade siano relativamente strette, mentre la città nel suo impianto segue il tracciato di un accampamento romano situato in pianura, dove lo spazio non mancava per dare respiro a tanta grandiosità, che si può ammirare con godimento solo nei pochi spazi aperti. Incerte vie secondarie invece sono particolarmente attraenti i palazzetti gotici e i loro effetti scenografici vi si scoprono con lieta sorpresa.
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Torna il Festival No Dal Molin (3-14 settembre 2008, Caldogno, VI)

Maggiori informazioni qui.

Programma

mercoledì 3 settembre
ore 18.00 – Inaugurazione: corteo musicale dal Presidio Permanente al Festival con Fanfara No Dal Molin, taglio del Nastro e Aperitivo
ore 21.00 – Teatro: Dario Fo, Storie della zebra e della tigre. Franca Rame, Lo stupro
ore 22.30 – Proiezione del documentario: La ragione dei vinti. Storie di uomini invisibili. Vicenza e Aviano due casi ancora aperti. Introduce il regista Cesare Semovigo Continua a leggere