“… l’assenza di un messia personale che arrivi e mi salvi…”. Dentro (e fuori) un libro di Giuseppe Genna, di Andrea Sartori

I. La fatica di un nuovo inizio. Il De Profundis di Giuseppe Genna (Italia De Profundis, Roma, minimum fax, 2008) è personale e collettivo. La fine figurata – del soggetto che scrive e della nazione – non è prossima ma è già avvenuta, è un che di acquisito che sta ormai alle spalle d’entrambi – alle nostre spalle – mentre i sopravvissuti a questa apocalisse in cifra, ovvero i viventi che comunque abitano il tempo odierno, cincischiano con un presente snaturato e de-umanizzato. Per costoro – inclusi Genna come scrittore e noi come lettori – il problema è dare inizio a qualche cosa d’altro. Continua a leggere