Vivalascuola. 50 anni da “Lettera a una professoressa”

Sono cinquant’anni dalla pubblicazione di Lettera a una professoressa. “Rileggere Lettera a una professoressa significa tornare alle questioni di base, alla funzione ideologica della scuola e a quella di selezionatrice della classe dirigente… Lettera a una professoressa ci insegna la democrazia, l’esatto contrario dell’Italia contemporanea, corporativa, razzista, opportunista e cinica, dove uomini mediocri – dietro ai quali, tuttavia, ci sono precisi gruppi di potere intelligenti – decidono i destini d’intere generazioni…” (Stefano Guglielmin, qui) Segnaliamo una puntata che vivalascuola ha dedicato a don Milani, un incontro a Milano, uno a Venezia, un libro. Continua a leggere

Vivalascuola. Per l’8 marzo della scuola

Nelle facoltà che formano insegnanti ed educatori i maschi sono solo il 13%. “Le conseguenze di questa sproporzione sono molto gravi”, spiega Barbara Mapelli. “Il messaggio dato, soprattutto ai più piccoli, è che siano solo le donne a prendersi cura di loro. L’educazione viene ancora considerata un’attività femminile, gli uomini se ne sono sempre preoccupati poco. Sarebbe utile che dall’asilo in su gli insegnanti fossero un uomo e una donna. I maschi hanno modi e competenze diverse, ma questo non può che essere un bene”. (vedi qui)

Scuola: sostantivo femminile
di Marina Boscaino

La delegittimazione programmatica dei docenti italiani è stata uno sport prevalentemente di centro destra. A turno Garagnani, Brunetta, Berlusconi, Gelmini hanno pronunciato parole trasudanti profondo disprezzo per chi fa il nostro lavoro. Continua a leggere