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Ornithology 41. Ferrara (e Stevens)

gFerraraMettono gioia tra i rami d’inverno i nidi

Non hai risposto ancora alla domanda
«D’inverno, mettono gioia, tra i rami, i nidi?»
Hai finalmente una risposta pronta
o attendi un’altra estate e i suoi ricordi?

Sorridi, la nuca poggiata sul mio petto
I piedi nudi immersi nell’azzurro
La nube d’oro cela ali fuggenti
Tra quelle foglie lampi di cielo
Questa è l’Estate non dimenticare
Quella che arriverà sarà l’Estate

E allora rispondi, attenta, alla domanda
«Mettono gioia tra i rami d’inverno i nidi?»
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Tradotti dal silenzio # 4 (Parte seconda) – Wallace STEVENS

                                                                            (La prima parte qui)

A primitive like an orb
(Un primitivo come un globo)

I

The essential poem at the centre of things,
The arias that spiritual fiddling make,
Have gorged the cast-iron of our lives with good
And the cast-iron of our works. But it is, dear sirs,
A difficult apperception, this gorging good,
Fetched by such slick-eyed nymphs, this essential gold,
This fortune’s finding, disposed and re-disposed
By such slight genii I such pale air.

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L’alfabeto che uccide (Wallace STEVENS) – di Nadia FUSINI

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[Il saggio di Nadia Fusini è tratto da Finisterre, numero 1, autunno/inverno 1985, Reggio Emilia, Elitropia Edizioni, pag. 64 – 76]

L’alfabeto che uccide – Wallace Stevens

     Scegliere delle poesie dal vasto corpus di un poeta «grande» come Stevens non può che giustificarsi come l’insano gesto di una folle passione. La passione si ferma, sappiamo, su dei «tratti»: niente di più fazioso, e cieco, di uno sguardo d’amore e di passione che in un tratto, in quel tratto, ritrova la totalità dell’essere amato – nel mentre che ne celebra forse il tradimento supremo. Continua a leggere