Spirito

da qui

La massa delle nubi s’è addensata sul golfo,
tentando di violare la purezza
del cielo di Sirolo. Nella lotta
fra la tenebra e il sole, la campana
della chiesa rinfranca la falange
dei piccoli, la folla dei questuanti,
sorpresa tra il Mar Rosso e il faraone,
l’occhio spento dell’odio e la passione
dell’Uomo, che si curva lungo il Golgota
del tempo. Sarà solo un accidente
del caso, un ghiribizzo del destino,
ma la massa di nubi se n’è andata,
trascinata dal Vento, alzato in volo.

Mi chiedi

da qui

Mi chiedi se noi due ce la faremo,
se gli scogli a due passi dalla riva
non saranno l’ostacolo supremo
su cui fare naufragio, le paure
che frenano la corsa, sufficienti
a piegare su mete meno ardue.
Sarebbe troppo facile rispondere:
ma certo, che vuoi che sia, abbiamo Lui
che garantisce tutto, che ci guida
fin dove non sappiamo. Forse solo
questo ti dirò: che senza una sfida
così, è certo quello che perdiamo,
quello che mai più s’alzerà in volo.

53. Pazienza

da qui

Hai scoperto che è a Berlino. Puoi sapere tutto, Gilda, oggi non ci sono più segreti. Lo troverai? Non è un paese di campagna. E come ti presenti? Con la tua busta di giocattoli? Che cosa è accaduto da quando hai deciso per la prima volta di parlargli? Non sai niente di lui. Sarà ancora un romanziere? E’ diventato già famoso? Da un po’ di tempo ti agiti per nulla: che sia il segno che qualcosa sta cambiando, che è arrivato il tuo momento? Sull’aereo sei piena di speranze: tutto ti sembra nuovo, le poltroncine verdi, la pensilina chiara coi soprabiti e i giubbotti accartocciati, che ricordano i pensieri accavallati senza un ordine preciso, i passeggeri che chiacchierano, ridono o tradiscono espressioni preoccupate. Continua a leggere

74. I raggi bianchi

da qui

La Città degli angeli m’impartì una lezione decisiva.
Il fumo genera macchie irregolari; mi piace vedervi le forme più impreviste: un albero di natale piegato verso destra, un ippogrifo imbizzarrito, una fontana dal getto tutto nero.
La vita è una strada bagnata dalla pioggia, dove i passi hanno un’eco marina e i riflessi sono ombre che si allungano sui desideri più nascosti, i progetti interrotti.
Quando arrivai, mi accorsi che non mi conoscevano, nessuno aveva sentito parlare del pastore della non violenza. Continua a leggere

81. Quella cosa assurda

da qui

Leopoldo è riuscito a farsi dimettere dall’ospedale, convincendo il dottor Peltre che il suo romanzo prediletto non sarebbe stato snaturato. Comincia ad averne abbastanza del ruolo di personaggio in crisi; vuole tornare a casa, nella periferia anonima della sua borgata, per una birra e due chiacchiere con Calypso, la ragazza dello straccio. Continua a leggere